Idrovolanti, che paura. Troppe barche dove non si può

L’allarme Sono tanti i diportisti che entrano nell’area di ammaraggio. L’Aeroclub: «Intervenire subito»

«Una situazione al limite? No, la definirei ben oltre il limite... E da tempo purtroppo».

A parlare è il presidente dell’Aero Club Como, Enrico Guggiari, dopo l’ennesimo episodio avvenuto in queste ore che ha messo a rischio la navigazione ma anche il volo degli idrovolanti. Il secondo simile in poche ore, tra l’altro.

Nella giornata di venerdì infatti, una barca presa a noleggio e condotta da un uomo nato a Bergamo e residente a Lecco, 65 anni, ha navigato lungo lo specchio d’acqua delimitato dalle boe gialle che identificano la corsia di decollo e di atterraggio degli idrovolanti. Un modo di comportarsi molto pericoloso, che ha costretto il pilota di un aereo in fase di ammaraggio a riprendere quota attendendo un momento migliore per tornare all’hangar di Como.

La scena è stata comunque notata da una barca della sezione acque interne della Polizia di Stato che pattuglia il lago e che è intervenuta per identificare le persone a bordo del natante. È notizia di ieri - diramata dalla stessa questura - che all’uomo che stava conducendo la barca è stata inflitta una sanzione da oltre 2 mila euro, 2.064 per la precisione. La multa è già stata notificata. Solo poche ore prima – ma questa volta in seguito ad un motore in avaria – un intervento simile era stato portato a termine dalla guardia di finanza sempre lungo lo stesso corridoio di decollo e atterraggio degli idrovolanti. Un doppio episodio che rende bene l’idea di quanto sia diventata pericolosa la convivenza tra le tantissime barche che ora solcano il lago, e gli aerei dell’Aero Club, soprattutto se le regole non vengono rispettate.

«Situazione oltre il limite»

Come conferma del resto il presidente Enrico Guggiari, contattato proprio in merito a questa problematica ogni anno sempre più evidente: «La situazione è oltre il limite – dice – Ogni giorno sono tanti gli episodi di barche che attraversano le boe che delimitato il corridoio, soprattutto motoscafi che possono essere condotti senza la patente nautica. Poi c’è il secondo grosso problema che è il mancato rispetto dei limiti di velocità con le conseguenti onde».

«Abbiamo segnalato la pericolosità di tutto questo alla prefettura di Como – continua il presidente Guggiari –. Dobbiamo fare qualcosa prima che poi sia tardi. Ho proposto un tavolo per far sedere a discutere della situazione tutte le parti interessate al problema, quindi anche la Navigazione e i rappresentanti del Taxi Boat. Ogni anno la situazione peggiora per il numero sempre crescente di barche che partono da Sant’Agostino. Dobbiamo darci tutti dei limiti, noi cerchiamo di stare molto attenti ma il pericolo c’è». Poi la chiusura amara: «Il lago sembra diventata un’autostrada, soprattutto in determinate zone del Lario».

Nuovi controlli

Tornando all’intervento della polizia la scorsa settimana, con la multa da oltre 2 mila euro (che è stata pagata subito, perché altrimenti avrebbe potuto essere anche più alta), la sezione acque interne della Questura ha fatto presente che i controlli erano stati intensificati proprio per prevenire incidenti nautici, nonché per rilevare eventuali violazioni delle norme sulla navigazione come è poi puntualmente avvenuto.

I controlli nel tratto di lago che bagna la città sono focalizzati principalmente sul già citato molo di Sant’Agostino, ma anche su Villa Olmo, Villa Geno, davanti al Tempio Voltiano e ai giardini ma anche all’hangar fino ad arrivare a Villa d’Este a Cernobbio. Il sessantacinquenne multato, che aveva preso una barca a noleggio, stava navigando nello specchio d’acqua riservato agli idrovolanti, delimitato da boe gialle, durante la fase di ammaraggio di un aereo che è stato pertanto costretto a riprendere proprio per evitare la collisione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA