Cronaca / Como città
Giovedì 22 Gennaio 2026
Il centrodestra e il parapetto perfetto: «Timoni? Conta solo che siano belli»
Il dibattito Forza Italia e FdI aperti anche a un design moderno. E spunta il modello di Lenno. Orsenigo (Pd): «Meglio quelli del passato». Tutti d’accordo: bocciato il prototipo di un anno fa
A diciotto anni dall’avvio dei lavori del progetto di difesa del lungolago dalle esondazioni, una parte non secondaria dell’operazione è ancora incompiuta: i parapetti. L’approvazione in Consiglio regionale della mozione presentata dal consigliere di Forza Italia Sergio Gaddi riaccende il dibattito su una questione che da mesi divide politica, istituzioni e cittadini. Esiste tuttavia una certezza condivisa: i prototipi presentati nel maggio 2025 non convincono nessuno. La mozione, approvata con l’astensione del Pd, chiedeva alla Regione di archiviare definitivamente il modello di prova bocciato da opinione pubblica e Soprintendenza e di valutare nuove soluzioni «di piena compatibilità paesaggistica».
La mozione
Una posizione che però non convince il Pd. Il consigliere regionale, Angelo Orsenigo, parla di una discussione tardiva. «Dal 2025, quando sono stati presentati i prototipi, non si è capito che cosa abbia fatto concretamente la Regione - osserva -. Si è già speso denaro pubblico per un modello che è stato bocciato da tutti, Soprintendenza compresa, e oggi nel 2026 siamo ancora qui a dire “mi raccomando, fate una cosa bella”». Secondo Orsenigo, la mozione non aggiunge elementi nuovi. «La Soprintendenza si era già espressa, anche sulle distanze e sulle possibilità legate ai vecchi parapetti. Io resto convinto che la soluzione migliore sia rifare quelli storici, adeguandoli alle norme. Tutto il resto è un rimpallo tra Regione e Comune, mentre i cittadini si ritrovano con un lungolago incompleto». Da qui anche la scelta dell’astensione: «Il Pd non poteva sostenere un atto che arriva così tardi e che certifica l’indecisione».
Diversa la lettura di Gaddi, che rivendica il senso dell’iniziativa. «Il parapetto non è un elemento accessorio, è definitivo e incide sull’identità del luogo. La priorità assoluta deve essere l’estetica - spiega -. Se sarà possibile riproporre i timoni storici, anche con deroghe tecniche, tanto meglio. Ma se non fosse fattibile, almeno i nuovi parapetti dovranno essere belli e coerenti con il contesto. Il prototipo presentato sarebbe stato una violenza paesaggistica se esteso a tutto il lungolago».
La mobilitazione
Sulla stessa linea Fratelli d’Italia, che rivendica un ruolo attivo nella mobilitazione cittadina. «È ciò che chiediamo dal primo giorno - dichiara il segretario cittadino, Alessandro Nardone - con la petizione firmata da circa 1.300 comaschi. Noi non siamo fissi sul riutilizzo degli elementi storici così come sono. A Lenno esistono esempi di parapetti in chiave moderna che riprendono lo stesso motivo dei timoni e permettono una soluzione di compromesso: un’estetica nuova ma con un filo di continuità con la tradizione».
Critiche anche da Svolta Civica. Il consigliere comunale, Vittorio Nessi, punta il dito contro il sindaco Alessandro Rapinese: «Lo abbiamo visto inaugurare tratti di lungolago e partecipare alla presentazione di parapetti bocciati perché bruttissimi. La Regione ha delegato al Comune la scelta, ma il sindaco si chiama fuori. Se fosse dipeso da me, avrei già affidato l’incarico a uno studio di architettura qualificato per individuare soluzioni adeguate».
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