Il Faro Voltiano tra i luoghi del cuore Fai. Già più di mille le firme per candidarlo
Il caso L’obiettivo dell’iniziativa è quello di intercettare ulteriori fondi destinati al restauro. Il progetto è dell’associazione “Sentiero dei sogni”, il Comune aveva già stanziato 400mila euro
Lettura 1 min.Una mobilitazione per il Faro voltiano con il duplice obiettivo di vederlo, da un lato, riaprire nel 2027, anno del bicentenario di Volta e del centesimo compleanno del monumento e, dall’altro, di intercettare fondi per contribuire alla manutenzione.
È questa l’iniziativa dell’associazione comasca “Sentiero dei Sogni” che ha lanciato la campagna per il Faro voltiano come “Luogo del cuore Fai”. Un progetto in accordo con lo stesso Fai e con il sostegno del Comune di Como, che ha garantito il progetto per gli interventi di recupero e una parte del finanziamento, condizioni indispensabili per puntare ad ottenere la quota messa a disposizione da Banca Intesa. La prima risposta dei comaschi è stata certamente molto positiva: in poco più di 24 ore ha superato quota mille sottoscrittori piazzando il Faro al 29esimo posto. L’obiettivo è, ovviamente, quello di riuscire ad ottenere più voti possibili e di entrare in tempi rapidi nelle prime dieci posizioni per un monumento che è uno dei simboli di Alessandro Volta, scienziato comasco noto in tutto il mondo. Partecipare è semplicissimo, basta mettere un clic nella pagina dedicata al Faro voltiano che si trova nella parte del sito web del Fai dedicato all’iniziativa dei Luoghi del cuore.
Attenzione della comunità locale
«Come associazione Sentiero dei Sogni – spiega il presidente Pietro Berra - abbiamo deciso di candidare il Faro voltiano come Luogo del Cuore Fai, perché pensiamo che sia importante portarlo all’attenzione della comunità locale, ma anche di tutte le persone che in Italia e all’estero sono sensibili alla figura di Alessandro Volta e al progresso che le sue innovazioni (invenzione della pila, scoperta del metano, intuizione del funzionamento del telegrafo ecc.) hanno portato, e continuano a portare, a tutta l’umanità». Inoltre precisa che «nel 2027 cade il bicentenario della morte di Alessandro Volta, anniversario per il quale sono previste importanti celebrazioni, e sarebbe paradossale festeggiarlo senza poter accedere al monumento che fu costruito in occasione del centenario, nel 1927. Attualmente, infatti, il Faro è chiuso al pubblico in attesa di un intervento di ristrutturazione e adeguamento alle normative sulla sicurezza». L’intenzione, chiarisce, non è quella di alimentare ulteriori polemiche (i Comuni di Como, proprietario del Faro, e di Brunate, proprietario invece del terreno sono finiti in tribunale) o scontri politici (la chiusura del monumento è stata discussa in consiglio comunale, ma anche in Regione), ma semplicemente di «dare una mano per unire le forze e incrementare i contributi necessari per restaurare e riaprire il monumento». Per questo viene precisato che «la campagna parte con l’appoggio dell’ente proprietario, il Comune di Como, che ha già sottoscritto una lettera di endorsement, impegnandosi anche a stanziare un importante contributo per la ristrutturazione, cui ci auguriamo che si potrà aggiungere quello che il Fai e Intesa Sanpaolo mettono a disposizione per “I luoghi del cuore” più votati». Palazzo Cernezzi a fine maggio ha stanziato 400mila euro destinati alla «manutenzione straordinaria Faro di Brunate» dal punto di vista della staticità, ma il monumento ha bisogno diversi tipi di interventi, inclusa la messa in sicurezza dei parapetti e delle scale interne.
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