Cronaca / Como città
Lunedì 09 Febbraio 2026
Il “no-show” nei ristoranti comaschi: «Un problema soprattutto con i turisti»
Punti di vista C’è chi fa pagare fino a 100 euro se il cliente non si presenta senza avvisare . Beretta: «Chiediamo sempre la carta di credito». Elli: «Chiamo per conferma il giorno prima»
C’è chi, tra i ristoratori comaschi, fa già pagare una penale ai clienti che dopo aver prenotato non si presentano senza nemmeno avvisare e chi, invece, per il momento non applica ancora questa misura. Per tutti, però, il problema del cosiddetto fenomeno del “no-show” è più che presente ormai da anni e va contrastato quanto prima, perché influisce sull’indotto delle attività, a chi più e a chi meno.
Una questione che, parlando con alcuni ristoratori, pare riguardare soprattutto i turisti stranieri e non i clienti locali, men che meno gli abituali.
I commenti
«Io da sette anni ho un programma di prenotazione - spiega Federico Beretta, del ristorante comasco Feel - . La questione non riguarda i clienti fissi che conosciamo, ma chi arriva da fuori: la prassi è andare sul sito, prenotare e mettere i dati della carta di credito, poi c’è qualche giorno per disdire. Noi abbiamo solo sei tavoli, chi non disdice paga una penale perché per noi è un danno. Gli alberghi magari prenotano due o tre ristoranti per i loro clienti e poi si dimenticano di disdire. È come prenotare un aereo, se uno non si presenta non è che vengono restituiti i soldi».
«Capita troppo spesso e volentieri - evidenzia Massimo Croci, del Crotto del Sergente - tanti se ne approfittano e prenotano: se non arrivano li richiami e, o non rispondono, oppure sono anche sgarbati, magari già in un altro ristorante. Mandi via gente, rifiuti altre prenotazioni e quel tavolo resta vuoto. Se è in settimana è un conto, ma nel week-end che i posti sono limitati è un danno. Purtroppo è maleducazione, io mi sono informato per alcune app per richiedere la carta di credito con la prenotazione ma è un po’ complicato. Alcuni poi prenotano mezz’ora prima e quindi diventa difficile. Ho sentito altri colleghi che dopo aver messo la richiesta di carta, hanno avuto un calo di prenotazioni. Non so quale sia la soluzione giusta, ma è un problema che le associazioni che ci tutelano dovrebbero affrontare».
Contromisure
«A noi capita davvero raramente se non per motivi seri - è il commento di Mauro Elli, del ristorante Il Cantuccio di Albavilla -. la nostra misura è di chiamare le persone il giorno prima per una conferma e sapere se qualcosa è cambiato. Ci facciamo lasciare il numero di telefono, così eventualmente si libera il tavolo. Può comunque succedere, soprattutto con i turisti stranieri, prenotano tre o quattro posti e poi scelgono dove andare. Non è un mio problema, io non lavoro con i turisti. Su di loro penso sia giusto applicare una penale, vanno e vengono e non hanno questa attenzione. Se fossi un ristoratore che lavora con loro, lo farei, soprattutto chi ha pochi posti».
L’ultimo intervento è di Davide Caranchini, del ristorante Materia di Cernobbio: «Una procedura che utilizziamo dal 2019. Lo facciamo per tutelarci, siamo un ristorante abbastanza piccolo, se non si presentano, innanzitutto è un mancato indotto e poi dobbiamo buttare via le cose. Abbiamo un sistema di prenotazione online che chiede la carta,non c’è l’addebito subito ma si può applicare la “no show fee” se non si presentano, la nostra è di cento euro. Se cancelli entro 24 ore, non si paga».
E conclude: «Un deterrente soprattutto contro i turisti stranieri che prenotano tantissimi posti e poi all’ultimo decidono dove andare senza avvisare gli altri».
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