Da Villa Olmo al Novocomum: la cittadella del Razionalismo raccontata dai bambini
Scuola Una visita guidata del quartiere a cura degli studenti della Corridoni. Tantissimi disegni dedicati ai luoghi del Razionalismo e un quiz su Volta
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Dalla Cittadella del Razionalismo gli studenti della scuola primaria Corridoni ci passano tutti i giorni, accompagnati da genitori o nonni.
Ieri però, finite le lezioni, hanno completato un compito ben più difficile, per cui non ci vogliono nè quaderni, nè una classe. Hanno cioè vestito i panni dei ciceroni, per raccontare ai passanti quel quartiere che loro frequentano tutto l’anno. Lo hanno fatto indossando tutti (insegnanti comprese) la stessa maglietta, che su retro riportava: «Se le stelle sono milioni, siamo di più alla Corridoni. Siamo allegri, siamo curiosi, siamo molto avventurosi! Via gli ormeggi spieghiamo le vele, tutti insieme viviamo il quartiere!». Il progetto “Intreccio: è il mio quartiere” è stato pensato come una mostra diffusa, una sorta di itinerario che inizia da villa Olmo, per poi passare dalla chiesa di San Giorgio, allo Yacht Club e Aero Club, davanti alla Canottieri Lario, sotto il monumento ai caduti, dietro al Tempio Voltiano, fuori dal cancello dello stadio Sinigaglia, fino in cima al Novum Comum.
Tanti disegni: nuovo punto di vista sulla città
In ognuno di questi punti, un gruppo di studenti ha proposto a ciclo continuo dei mini interventi. Tra chi era più timido e chi certamente disinvolto, ciascuno dei circa 200 bambini coinvolti ha portato con sè una strisciolina di carta con degli appunti. Ma sotto al Novum Comum, a farla da padrona, sono i disegni: c’è la scala del palazzo, la vista dalla terrazza, il ritratto di Giuseppe Terragni, ma anche un mini Terragni in carne ed ossa: è un giovanissimo studente che indossa giacca e cravatta. Sull’orecchio ha una matita e, davanti ai passanti, si lascia intervistare da una compagna di classe.
Un quartiere vissuto
«Alla Corridoni ci sono progetti diventati ormai colonne portanti, come l’orto e la biblioteca, e progetti che ogni anno puntano su tematiche più specifiche - spiega Mira Bianchi, docente e referente -. Abbiamo scelto di lavorare su questo quartiere perchè tanti bimbi vivono qui oppure lo frequentano attraverso la scuola». Il progetto, che è nato a settembre ma è entrato nel clou a marzo, ha visto gli studenti visitare i luoghi che poi avrebbero raccontato. Inevitabilmente, «siamo andati alla ricerca delle nostre radici, intervistando anche i nonni» .
Tra disegni e testi, spunta l’idea di una classe quarta che, sotto gli alberi del Tempio Voltiano, ha deciso di proporre un quiz ai passanti, con domande non così scontate sulla vita e il lavoro di Alessandro Volta. «È un compito di realtà, perchè i ragazzi si mettono in prima persona, fuori dalla classe, a interagire con chi passa» racconta la maestra Roberta, che punta a replicare il format anche per il bicentenario voltiano. Poco più in là, sotto il monumento ai Caduti, ancora più imponente dietro ai piccoli studenti, si racconta di quel giorno in cui Terragni inaugurò il monumento. A fine pomeriggio, il percorso non può che chiudersi nel giardino della Corridoni, insieme ai giochi dei bambini di una volta, che ora sono nonni e li aspettano fuori dal cancello.
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