La Villa, gli eredi e 130 anni di cause: ora la parola fine sul caso Pisani Dossi
Storico contenzioso La Cassazione ha respinto il ricorso degli eredi dello scrittore milanese. Gli eredi rivendicavano il diritto all’utilizzo esclusivo della strada di accesso alla dimora
Non c’è un comasco che almeno una volta nella vita non abbia alzato gli occhi dal lago per guardare le montagne che circondano il Lario, senza rimanere “catturato” dalla vista di una villa monumentale che domina sul primo bacino dall’alto di una collina. E’ la villa che fu di Carlo Alberto Pisani Dossi, scrittore e diplomatico milanese, che la usava per ritirarsi in questo angolo di paradiso, per riposarsi e abbracciare con la vista sia città sia il lago.
La vicenda
La compravendita del terreno su cui venne poi edificata la dimora è del 1897, ed i lavori iniziarono poco dopo. Nell’atto di cessione del terreno, realizzato in uno studio notarile alla presenza delle parti, venne prevista anche una strada sterrata che avrebbe permesso di congiungere la via Cardina con la villa monumentale e i terreni adiacenti. Ed è proprio su questa stradina che, 129 anni dopo, si è conclusa una battaglia legale tra gli eredi di Pisani Dossi da una parte, la famiglia Saldarini con i fratelli Chiara e Francesco e la società Santa Monica srl dall’altra per l’utilizzo esclusivo della stradina proprio da parte degli eredi dello scrittore.
Il tutto in forza di una prima sentenza del Tribunale di Como datata 2018 che dichiarava appunto la famiglia Pisani Dossi proprietaria della strada che conduceva a quello che era ormai diventato il Dosso Pisani, dove appunto trovava spazio la villa monumentale. Le controparti – che su una porzione di quel tracciato avevano realizzato dei lavori – venivano anche condannate a ripristinare la strada per come era, rimuovendo una successiva conduttura elettrica che era stata installata. Tuttavia, in appello, con la famiglia Saldarini assistita dagli avvocati Alessandro Mogavero e Alessandro Maria Colombo e con la Santa Monica srl rappresentata dal legale Riccardo Corbetta, la partita è stata completamente ribaltata in seguito ad una consulenza che ha fatto emergere come il tracciato della strada contesa fosse in realtà assai diverso e non sovrapponibile con quello che era stato in origine previsto. Giudici di secondo grado che, nel dare una veste all’opposto di quella che era stata la stessa vicenda a Como, avevano anche disposto la non rimozione della conduttura elettrica e negato il risarcimento per tre ippocastani che fiancheggiavano la stradina e che erano stati tagliati per permettere le opere.
Gli ultimi sviluppi
Arriviamo ora ai giorni nostri, perché questa vicenda partita oltre un secolo fa, si è conclusa di fronte alla Cassazione di Roma il 19 marzo 2026, con la Suprema Corte che ha accolto i motivi che erano stati dell’appello dando dunque ragione alla controparte e torto eredi dei Pisani Dossi. La stradina insomma, si legge negli atti, «era stata traslata a monte verso Ovest», con un percorso previsto nell’atto di compravendita che «non corrispondeva affatto a quello alberato con ippocastani che era stato effettivamente realizzato» nei mesi immediatamente successivi all’atto del 1897. La strada contesa che porta a Villa Pisani Dossi, non era dunque quella che gli eredi avevano rivendicato in base agli atti stipulati e proprio per questo non possono essere rivendicate pretese di proprietà oppure di ripristino.
Per questi motivi il ricorso degli eredi dello scrittore è stato definitivamente respinto, chiudendo una vertenza giunta a conclusione ad un solo anno dal 130esimo compleanno della compravendita che fu il primo atto per la realizzazione della splendida dimora monumentale affacciata sulla città e sul primo bacino.
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