«L’acqua ha poche bolle». E se ne vanno senza pagare il conto
Il caso Protagonista una coppia di turisti stranieri al ristorante “Da Noi”, che offre lavoro a ragazzi con disabilità. I due non avrebbero gradito l’antipasto, comunque finito. Il titolare: «Situazione spiacevole»
Ai danarosi turisti stranieri «chiediamo educazione». Non tutti forse conoscono in città il ristorante «Da Noi», aperto ormai due anni e mezzo fa in via Lambertenghi. L’obiettivo principale di questa tavola è assai speciale: non si limita a preparare squisitezze e a contare gli incassi a fine giornata. L’intento è dare una occupazione stabile a giovani con disabilità che quasi raggiunta l’età adulta hanno bisogno di trovare un’autonomia. Bene, in settimana una coppia di turisti stranieri, europei, ben vestita e dall’aspetto benestante, ha prenotato un coperto per cena. Presa l’ordinazione, i due hanno mangiato l’antipasto, hanno bevuto una bottiglia di acqua frizzante e poi nel bel mezzo del servizio hanno dato sbrigative spiegazioni a un cameriere di turno. L’antipasto, comunque consumato, non sarebbe stato di loro gradimento, quanto all’acqua non aveva a loro dire sufficienti bollicine.
Il racconto
«I due signori prima di aspettare l’arrivo dei primi si sono alzati e se ne sono andati, senza pagare – racconta il titolare Guido Grilli - non ero di turno altrimenti sarei intervenuto con fermezza, in sala c’era uno dei nostri ragazzi che è rimasto confuso, a disagio, mentre la mia collega che gestisce ordini e cassa non ha fatto in tempo a capire cosa stava accadendo, il ristorante era pieno». Tra tavoli e fornelli Da Noi ha, mese dopo mese, inserito nella brigata otto giovani con difficoltà in particolare intellettive, sindromi, ritardi, più altri quattro ragazze e ragazzi che fanno i turni ancora da tirocinanti. Il caso dei due turisti stranieri qui raccontato è solo un isolato episodio di maleducazione? Non bisogna fare di tutta l’erba un fascio. «No, per carità, ma sono tante le situazioni spiacevoli con i turisti che hanno lasciato l’amaro in bocca – racconta ancora Grilli – forse non tutti conoscono la nostra peculiarità, forse siamo più esposti, più sensibili, detto che tutti i cuochi e i camerieri meriterebbero maggior rispetto. Un capitolo, per esempio, lo meriterebbero le prenotazioni saltate». Diversi ristoranti si stanno attrezzando domandando all’atto della prenotazione via carta di credito una sorta di caparra. Perché c’è chi prenota in più locali, sai mai che non trova posto, c’è chi disdice, ma solo intorno alle nove di sera, oppure chi nemmeno si fa sentire.
Disdette
«Anche intere tavolate – raccontano sempre dal ristorante Da Noi – che fanno perdere una quota significativa di incassi». Altro tema di scontro molto sentito dai ristoratori comaschi che lavorano con i turisti sono le recensioni, spesso crudeli, trancianti. Usciti dal ristorante Da Noi c’è per esempio chi ha criticato il personale per la confusione e la lentezza. Senza forse comprendere l’eccezionale brigata che aveva di fronte. «Gentile ospite - ecco una risposta a una delle recensioni critiche lasciate online - il nostro servizio è adatto alle tempistiche speciali dei nostri ragazzi altrettanto speciali, impegnati sia in sala che in cucina. Forse, tra le cose che certamente ci sono da migliorare, c’è la vostra attenzione nei confronti del prossimo».
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