L’eclissi mancata. Il Faro di Brunate preso d’assalto
L’evento Centinaia di persone. Lunghe code e i temporali rovinano la festa sul più bello: «Siamo venuti da lontano apposta»
Lettura 2 min.Una serpentina ininterrotta di auto, moto ed escursionisti a piedi inerpicata lungo i tornanti stretti, con i parcheggi di Brunate saturati già prima delle sei di sera e la viabilità in tilt fino a Como. Il Faro Voltiano di Brunate si è trasformato nel centro di gravità per moltissimi visitatori: turisti italiani, stranieri e residenti decisi ad accaparrarsi il punto d’osservazione panoramico ideale sul lago per l’eclissi solare. Tra chi ha improvvisato picnic sul pavimento con spritz e snack e chi brandiva occhialini speciali o marchingegni fai-da-te, il piazzale ha brulicato di vita per ore.
Tra gli appassionati di fotografia, c’è chi si è preparato con largo anticipo e precisione artigianale. «Questo è un filtro astronomico certificato che si compra per l’osservazione solare, l’ho montato io su una struttura in cartone - racconta Angelo Balbizzone, arrivato da Legnano con la sua attrezzatura -. Non è la prima volta che faccio questo tipo di scatti, a casa ho anche un telescopio. Ho scelto di venire qui al Faro di Brunate perché è alto e la vista sul cielo è sgombra. Qui c’è una bella terrazza, la vista sul lago e su Cernobbio: un contesto comodissimo. Alle quattro c’era già un bel po’ di gente».
Sul piazzale l’atmosfera è quella delle grandi occasioni. C’è chi gioca in casa, come Ilaria Corti, comasca, arrivata ben equipaggiata con le sedie da campeggio: «Siamo qua dalle sei, siamo uscite dall’ufficio e siamo venute su. È un evento: io e la mia amica abbiamo dei figli di 12 anni che non hanno mai visto un’eclissi. Io l’avevo vista da giovane e ci tengo, è un’esperienza fantastica».
Per le famiglie, la scelta di Brunate unisce lo spettacolo alla logistica. Leonardo Pagani, insieme ai nipotini, è arrivato da poco: «Siamo saliti soprattutto per vedere l’eclissi con i bambini, è la loro prima volta. Sapevamo che c’era un parco giochi comodo. Questa non sarà totale, siamo al 90%, ma ne ricordavo una totale bellissima in pieno giorno: la cosa che mi è rimasta impressa più di tutto è che nel giro di un quarto d’ora qualsiasi cosa toccavi era diventata fredda».
Non mancano le trovate tecnologiche, come per Andrea Scherini, arrivato dalla Valtellina: «Vengo da Sondrio. Da me era brutto, ci sono quasi sempre temporali, allora ho detto: vengo giù a Como. Onestamente ho chiesto a ChatGpt perché non sapevo dove andare in zona e mi ha consigliato Brunate. Ne ho approfittato per visitare la città, il Duomo, il centro storico, e poi sono venuto su. Per guardare il sole mi sono costruito un dispositivo all’ultimo minuto: una protezione da saldatore grado 13 attaccata a una scatola di scarpe ritagliata».
Tra la folla ci sono anche turisti stranieri come Ariane e Ug Bernard, parigini in viaggio con la figlia: «Siamo qui in vacanza e abbiamo cercato online il punto migliore per vedere l’eclissi. Ci siamo organizzati apposta per essere qui stasera e abbiamo portato gli occhiali speciali comprati in Francia».
I disagi della salita non hanno spento l’entusiasmo di Moustafa Ibrahim, giunto da Milano: «Siamo venuti in macchina ma abbiamo dovuto parcheggiare a cinque minuti da qui. In salita sentivo proprio che il motore quasi si bruciava e ho detto: “Facciamo a piedi altrimenti non ce la caviamo».
Ma proprio quando l’attesa stava per culminare, la natura ha cambiato le carte in tavola. Verso le 19.30, dei nuvoloni neri e densi si sono impadroniti del cielo, oscurando completamente il sole prima ancora che l’eclissi potesse rivelarsi. Con i primi tuoni a rimbombare, la delusione sul piazzale è diventata subito palpabile.
L’assalto al Faro Voltiano per l’eclissi solare ha messo a dura prova la viabilità del piccolo borgo. Già nel tardo pomeriggio un’ininterrotta serpentina di auto e moto ha iniziato ad arrampicarsi lungo i stretti tornanti che salgono da Como. Prima delle sei di sera la capienza dei parcheggi a Brunate era già del tutto azzerata. Chi è arrivato più tardi si è trovato di fronte al blocco totale, dando vita a scene di sosta selvaggia. Diversi automobilisti hanno preferito abbandonare il mezzo dove possibile lungo i tornanti e proseguire a piedi.
Al termine deludente dell’evento la situazione è definitivamente precipitata. La massa di visitatori si è riversata contemporaneamente lungo la via del ritorno: le stradine strette di montagna si sono trasformate in un imbuto impraticabile anche per i motocicli. Tra manovre impossibili, clacson spianati e corsie bloccate, il clima tra gli automobilisti si è scaldato rapidamente, sfociando in accesi diverbi che hanno accompagnato la lunghissima discesa verso valle.
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