Lungolago sempre più a pezzi
Porfido ballerino e ringhiere rotte
La denuncia. La nuova passeggiata presenta gravi e diffusi cedimenti nella pavimentazione. A rischio la sicurezza dei pedoni e Regione Lombardia richiama l’impresa che ha fatto i lavori
Lettura 2 min.Quello che dovrebbe rappresentare il biglietto da visita della città, il lungolago, benché sia praticamente nuovo, presenta già molti problemi. Il primo è quello che riguarda le condizioni della pavimentazione in porfido che avevano già portato, a fine luglio, a un intervento diretto da parte di Regione Lombardia che aveva mandato a Como l’azienda veneta che aveva realizzato i lavori sulla passeggiata. Da allora, però, si sono verificati altri distacchi che evidenziano peggioramenti repentini, anche nell’arco di appena due settimane.
A metà agosto “La Provincia” dava conto dell’ulteriore rigonfiamento del porfido nella zona di fronte alla darsena dove si vedeva infatti una parte rialzata rispetto al resto della pavimentazione. A distanza di due settimane la parte interessata dai guai si è ampliata, ci sono cubetti di porfido che si sono completamente staccati. Altre parti “rigonfie” oltre a crepe e anche il tombino inizia a manifestare criticità. Proprio ieri mattina una turista è inciampata rischiando di cadere a terra, ma non essendo nemmeno transennati i rialzi del porfido possono trasformarsi in trappole vere e proprie. Di giorno, ma soprattutto di sera quando l’illuminazione è più scarsa e nei mesi estivi quando si utilizzano scarpe aperte ed è più facile farsi male.
Guardando la passeggiata si notano altri punti problematici, sia nell’area della fioriera dietro alla biglietteria della Navigazione, che in quella verso la piazza con crepe e porfido ballerino. In buona parte della passeggiata sono poi comparse fessurazioni nei cordoli in granito nei punti di connessione con il resto della pavimentazione. Dalla Regione avevano spiegato che la causa era da ricondurre all’assestamento e che le lavorazioni hanno una garanzia decennale. Verrà fatta quindi intervenire di nuovo la ditta nelle prossime settimane. Lo stesso Comune ha già fatto le opportune segnalazioni e ancora ci sono le transenne messe da Palazzo Cernezzi vicino alla prima fioriera che non sono state rimosse nemmeno dopo i primi interventi di ripristino urgente.
I problemi non riguardano però solo la pavimentazione. Anche i parapetti provvisori sono in parte danneggiati e nella zona di Sant’Agostino alcuni sono divelti, altri rotti e altri ancora con spuntoni ad altezza bambini. Sui parapetti, che il Comune vuole per motivi di sicurezza mentre la Regione puntava a non metterli più lasciando libera la visuale, ancora non è stata definita tipologia. Nonostante dalla Soprintendenza fosse arrivata, un anno fa, un’apertura al possibile riutilizzo dei timoni storici (arretrati o rialzati) la strada intrapresa nei mesi scorsi è quella delle bacchette con nodo già presenti nel tratto della passeggiata Gelpi davanti a Villa Gallia. Idea che aveva sollevato una serie di proteste, ma che comunque non era poi stata ufficializzata con un accordo tra Comune e Palazzo Lombardia. Sembrava questione di poco per un incontro definitivo a Milano, ma la pratica sembra aver nuovamente rallentato anche se dovrà tornare d’attualità poiché andranno definite le modalità (e i costi) di gestione del sistema di protezione. La conclusione delle opere e la consegna da Aria al Comune era stato formalizzato dalla giunta regionale il 3 agosto scorso. Ora sarà la direzione generale Territorio e Sistemi Verdi ad accompagnare il Comune per la presa in carico delle opere.
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