Maggioranza, primo voto contro: «Nessuno strappo, però...»

Consiglio Casati, titolare della Luisita, rompe l’unanimità dei “rapinesiani”. Disaccordo sui giostrai e via i tavolini dal suo bar: «Ma non parlate di rottura»

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Il consigliere di maggioranza Milo Casati vota con le minoranze, ma nega strappi con il gruppo “Rapinese sindaco”. Il titolare della famosa gelateria di via Dottesio, sostenitore della prima ora, candidato e consigliere dell’attuale primo cittadino, ha votato a favore della mozione presentata da Fratelli d’Italia e bocciata dalla maggioranza per chiedere una presa di posizione contro le scritte, apparse sul muro di un edificio pubblico zona San Giuseppe, contro l’associazione Pro vita e famiglia.

Una spaccatura nella maggioranza? «A me sembrava una cosa giusta – taglia corto Casati –, e quindi ho votato a favore, ma tutto il resto è fantasia». Non è una fantasia però un’altra recente presa di posizione di Casati: il consigliere nei giorni scorsi si era pronunciato ufficiosamente a favore dei giostrai del Luna Park. Come noto la manifestazione è stata molto ridimensionata dalla giunta tanto da scatenare le proteste degli storici organizzatori. Questa presa di distanza di Casati rispetto alla linea comune gli è valsa una dura reprimenda - altrettando informale - da parte del sindaco Alessandro Rapinese.

«In effetti non ero d’accordo – ammette Casati – ma alla fine il programma elettorale è quello e dice così e allora ho votato come da programma». Insomma Casati resta allineato. Pare però che il consigliere abbia poco gradito, in qualità di commerciante, la revoca della concessione per i tavolini che aveva messo fuori dalla sua attività in via Dottesio: «Fino a dicembre c’era la proroga – spiega sul punto Casati – Avevamo potuto mettere i tavolini fuori ai tempi del Covid. Poi scaduti i termini della concessione Comune e polizia non mi hanno dato il permesso per il rinnovo perché hanno detto che quelli erano stalli per il carico-scarico. Io non sono certo contento, per me quello era lavoro. Ma se la legge dice così c’è poco da fare e purtroppo li hanno tolti. Questo però, ripeto, non giustifica fantasie o altre ricostruzioni».

Il voto contrario di Casati resta una delle pochissime manifestazioni di contrarietà nel gruppo di maggioranza, sempre compatto. Un gruppo dove quasi mai i consiglieri prendono la parola ed esprimono in aula le loro posizioni. Fatta eccezione per le risposte date dagli assessori per le loro deleghe, a Palazzo Cernezzi parla quasi sempre soltanto il sindaco.

La mozione approvata da Casati è stata bocciata dal sindaco Rapinese perché «allora tutte le minacce di morte vanno condannate, anche quelle che ho ricevuto io e la mia famiglia, se no sembra che ci interessi solo questa. O tutte o nessuna, non questa o quella perché c’è di mezzo un’associazione o l’altra».

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