Maiocchi, alle 11 al Crocifisso
l’ultimo saluto all’imprenditore

Numerose in questi giorni le testimonianze di stima e di affetto. Paolo De Santis: «Abbiamo perso un protagonista autentico della storia di Como degli ultimi decenni, ed io ho perso un amico vero»

Como

Il nome e il ricordo di Giampiero Maiocchi, scomparso a 95 anni mercoledì mattina presto (e forse non avrebbe potuto essere altrimenti poiché, per tutta la vita, è entrato in azienda alle 6.30 precise), oltre alle testimonianze e all’affetto della “sua” Como che si moltiplicano in queste ore, è arrivato anche a Montecitorio.

A sottolineare alla Camera dei deputati il valore dell’imprenditore edile conosciuto da tutti come “dottor Giampiero” o “dottor Maiocchi” è stato il parlamentare comasco di Forza Italia Paolo Emilio Russo che ha preso la parola parlando della «categoria di persone il cui contributo nella società tende ad essere dato per scontato e che, invece, merita di essere riconosciuto con chiarezza: chi costruisce. Chi costruisce per mestiere case, ospedali, scuole, infrastrutture, monumenti (come in questo caso), chi plasma letteralmente il paesaggio in cui viviamo, determina la qualità della vita dei cittadini, genera lavoro e reddito per migliaia di famiglie. Senza chi rischia in proprio, investe, organizza non esiste benessere collettivo». Poi il ricordo ufficiale e pubblico «di uno di questi uomini, Giampiero Maiocchi, figura simbolo dell’edilizia italiana e della laboriosità lombarda, anima storica della Nessi & Majocchi».

Nell’azienda fondata dal padre nel 1926 e che proprio quest’anno celebrerà il centenario di attività, l’imprenditore comasco era entrato nell’agosto del 1955, a 25 anni, e ci è rimasto per oltre settant’anni. Fino a non molto tempo fa, nonostante le redini fossero già da tanti anni saldamente in mano al figlio Angelo, andava ancora ogni giorno in via Regina.

Giampiero Maiocchi non è stato “solo” un imprenditore, ma ha ricoperto tanti ruoli nella sua città, da presidente dell’Azienda di soggiorno al vertice del Tessile alla presidenza della Camera di Commercio. «Non si è fermato all’impresa – ha concluso Russo a Montecitorio - ma come presidente della Camera di Commercio di Como ha messo la propria esperienza al servizio dell’intera comunità produttiva difendendo il lavoro, promuovendo lo sviluppo di un territorio che oggi può definirsi “ricco”, tenendo unito un sistema economico nei momenti di difficoltà. Ha capito che fare l’imprenditore bene non basta, occorre anche battersi perché il contesto in cui le imprese operano sia all’altezza».

Ma sono in tanti a Como a ricordare Maiocchi, la sua storia, il suo impegno, il suo amore per una Como migliore. Su tutti Paolo De Santis, imprenditore, che come lui è stato – in tempi più recenti - alla guida della Camera di Commercio e che oggi ne tratteggia un ricordo affettuoso: «Con Giampiero Maiocchi perdiamo un protagonista autentico della storia di Como degli ultimi decenni, ed io perdo un amico vero. Ho avuto la fortuna di conoscerlo, prima come padre di Betta, Laura e Angelo, con cui abbiamo condiviso momenti indimenticabili della giovinezza, poi come imprenditore e uomo pubblico». E racconta un aneddoto che spiega il rapporto tra i due, fatto di confronto e stima: «Tra tante cose – prosegue De Santis - oggi il ricordo va a quando, eletto presidente della Camera di Commercio, il giorno dopo andai a trovarlo per capire da lui, che mi aveva preceduto nel ruolo, in quale direzione indirizzare l’ente: trovai passione per Como, visione, progettualità, coraggio. Ci mancherà».

Pensieri commossi sono arrivati anche dai vertici di colossi dell’impresa come Poliform e Moncler, ma anche da dipendenti di via Regina, colleghi imprenditori, professionisti, associazioni di categoria, di volontariato, sportive e tanti amici. Il “suo” mondo così variegato si ritroverà questa mattina alle 11 per salutarlo un’ultima volta nella basilica del Crocifisso in viale Varese a Como.

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