Maxi truffa sui bonus edilizi: fuggire ai Tropici non è bastato

Marito e moglie evitano l’arresto rifugiandosi alle Mauritius. Ma la giustizia li rintraccia e li manda a giudizio: a processo a ottobre

Como

Chissà se è stata una svista oppure una scelta suggerita dal loro legale. Sta di fatto che il rifugio alle Mauritius dei due coniugi, per i quali la Procura aveva chiesto e ottenuto l’arresto nel 2024 per una presunta maxi truffa da 36 milioni sui bonus edilizi, non è bastato a evitargli il processo.

Finiranno davanti a un giudice il prossimo ottobre, Livio Motta, 62 anni, e la moglie Patrizia Galli, 57 anni. Secondo la Guardia di finanza e la Procura di Como i due sarebbero le menti di una frode sui bonus edilizi che ha messo nei guai almeno 341 proprietari di immobili, che si sono ritrovati spesso a loro insaputa ad aver ceduto crediti nell’ambito dei lavori per il 110%.

L’inchiesta Al centro della vicenda la Cdm Group srl, società con sede in viale Varese a Como, presso lo studio di un commercialista lariano. La società, attraverso il supporto operativo di altre tre società ritenute cartiere (ovvero scatole vuote utili solo a produrre fatture fittizie): la Edil Tecno, l’Edil Futura e La Ristrutturazione 3.0.

L’indagine ha preso il via dopo che una contribuente, accedendo al portale dell’Agenzia delle Entrate, ha scoperto nel suo cassetto fiscale la presenza di documentazione legata a una cessione di crediti per complessivi 48mila euro per lavori di ristrutturazione edilizia, che in realtà non erano mai stati eseguiti. Peraltro neppure la società comasca a favore della quale quei crediti sarebbero stati ceduti era mai stata sentita dalla contribuente. La donna si è così rivolta alle Fiamme gialle e sono partiti gli accertamenti. Gli investigatori sentono a verbale altri dodici contribuenti (a campione) che risultavano cessionari di crediti d’imposta sempre a favore di quella società, e tutti dicono: mai ceduto niente a nessuno.

Il fascicolo arriva a Como per competenza, dove il pubblico ministero Antonia Pavan delega i finanzieri a risalire il fiume di denaro indebitamente girato (almeno secondo l’accusa) dallo Stato ai responsabili della società. E così si arriva a Livio Motta, alla moglie e ad altri soci. Si scopre pure che qualcosa come 341 committenti risultano aver ceduto alla società bonus per 36,4 milioni, senza mai aver visto neppure un impalcatura fuori dalle loro case.Di quei soldi, ben 12 milioni sono stati ceduti alle banche - la Cdm Group risulta avere un conto in un istituto di credito cittadino - riuscendo a monetizzare 7,5 milioni di euro di crediti d’imposta fantasma.

Già condannati Nei mesi scorsi sono stati inflitti tre anni di reclusione a Luca Beretta, 24 anni, e Monica Ceron, 55 anni, entrambi di Cesano Maderno, e Giuseppe Ruta, pavese di 71 anni. Un anno e 11 mesi a Luigi Ginevra cremonese di 56 anni. Un anno, pena sospesa, per Vincenzo Cangialosi, 51 anni milanese. A processo sono finiti Samuele Russo, 71 anni milanese, e Giuseppe Sodano, bergamasco di 63 anni.

Le due presunte menti erano rimaste fuori dai guai, grazie alla fuga sulle spiagge bianche della zona sudorientale delle Mauritius. Ma anche lì la notifica della chiusura dell’inchiesta è arrivata e così pure loro finiranno a processo. Udienza il prossimo autunno.

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