Medici contrari al cambio dell’ora: «Un vero jet lag, fa male all’umore»
La proposta Ci sono 360mila firme per chiedere al Parlamento l’ora legale permanente. Oltre alle ragioni sanitarie, c’è anche il risparmio energetico permesso dalla luce del sole
Lettura 1 min.Con il ritorno dell’ora solare, per qualche giorno ci sentiremo più stanchi e irritabili.
Alle tre di notte le lancette sono tornate indietro di sessanta minuti, le giornate sono destinate ad accorciarsi con meno ore di luce. Diversi medici e specialisti anche a Como hanno preso posizione negli scorsi mesi per superare il cambio dell’ora, pur essendo più riposato questa misura avrebbe ripercussioni a loro parere sul nostro equilibrio psico fisico. Ne era nata anche una raccolta firme, come pure una proposta di legge, tra i principali promotori Sima, la Società italiana di medicina ambientale.
«Con il ritorno all’ora solare, nei prossimi giorni alcune persone potranno avvertire stanchezza, sonnolenza, irritabilità e difficoltà di concentrazione - spiega da Milano il presidente di Sima Alessandro Miani, medico ambientale e docente alla Statale - anche se guadagniamo un’ora di sonno, il nostro orologio biologico deve adattarsi al nuovo ritmo. Si tratta generalmente di disturbi transitori, che possiamo attenuare mantenendo regolari gli orari del riposo e dei pasti e trascorrendo del tempo all’aperto, alla luce naturale». Più ansia, tra i medici c’è addirittura chi arriva a immaginare scompensi dettati dal cambio d’ora, come situazione di umore nero. In effetti il nostro corpo produce serotonina, l’ormone del benessere, anche tramite l’esposizione solare e questo meccanismo è significativo per contrastare sensazioni di tristezza se non di depressione.
«La serotonina ha ricadute sui rischi cardiovascolari – dice Paolo Pozzi, noto pneumologo comasco – oltre che sul tono dell’umore. La luce favorisce abitudini più salutari, mentre i cambi creano un effetto jet lag». Non tutti i medici sia chiaro sono concordi, diversi non hanno sostenuto l’iniziativa convinti che il buio giochi un ruolo importante per esempio nella fase della crescita, avanzando dubbi invece sui pericoli sollevati dai colleghi. Ma più in generale lo stop all’orario solare modificherebbe anche la nostra quotidianità. «Siamo orientati verso l’ora legale permanente per i potenziali vantaggi di una maggiore disponibilità di luce nelle ore pomeridiane e serali – dice ancora Miani - che può favorire le attività all’aperto, la socialità e una riduzione dell’illuminazione artificiale. Naturalmente le ore complessive di luce restano le stesse: cambia la loro distribuzione rispetto alle nostre attività quotidiane. La sperimentazione consentirebbe di misurare benefici e criticità nel contesto italiano, considerando anche le mattine invernali più buie».
Sima ha presentato alla Camera una proposta di legge per passare all’ora legale permanente. Prima con una petizione l’associazione ha raccolto 360mila firme, sostenuta da alcune sigle di consumatori che evidenziano non ragioni sanitarie, bensì economiche, un risparmio in termini di kilowatt ora.
Adesso si chiede di avviare almeno una sperimentazione, un monitoraggio annuale, per valutare gli effetti dello stop all’orario legale. Con un confronto che però deve per forza di cose aprirsi a livello internazionale, almeno a livello europeo, per evitare disallineamenti.
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