Medici no vax, via libera al reintegro. Ma ordini e federazioni valutano la protesta

Sanità La Camera dei deputati approva la riammissione dei sanitari radiati per motivi legati all’obbligo vaccinale anti-Covid. Il dottor Iaria: «Un’offesa ai colleghi morti durante il Covid»

Como

Già a luglio, quando era passato l’emendamento proposto in commissione Affari sociali da Fratelli d’Italia, il presidente dell’Ordine dei medici di Como Gianluigi Spata aveva parlato di «schiaffo alle vittime del Covid e alla scienza». Ora che la Camera a maggioranza ha approvato la stessa misura le federazioni e i sindacati dei medici, fa sapere lo stesso Spata sceso a Roma, si stanno confrontando sulle posizioni formali da prendere alla luce della misura varata dalla maggioranza. A pesare i voti a favore dei vannacciani, ma anche alcuni astenuti in Forza Italia.

Occorre ricordare che già all’inizio del mandato il governo aveva anticipato la fine dell’obbligo vaccinale introdotto durante la pandemia per i sanitari. Quindi almeno in parte erano rientrati al lavoro i 150 professionisti comaschi prima esclusi dalla sanità locale. Nella nostra provincia all’ultima rilevazione risalente al 2022 erano stati sospesi circa 150 sanitari perché non vaccinati contro il Covid, di questi 50 infermieri, una ventina di psicologi e tecnici, 13 farmacisti e 45 medici, 14 specialisti negli ospedali pubblici, altri quattro nelle strutture accreditate della città. Pochi sia chiaro rispetto al totale, per posizioni come detto in parte sanate, risolte, già rientrate in maggioranza, le radiazioni sono state eccezioni. Le posizioni pendenti potrebbero essersi peraltro ormai azzerate perché l’organo nazionale per i ricorsi, rimasto a lungo fermo, era poi ripartito negli ultimi mesi.

La riammissione approvata dalla Camera va comunque chiesta ad una commissione nazionale dedicata alle professioni sanitarie e vale solo per le radiazioni avvenute alla luce di fatti non dolosi. Sul piede di guerra sindacati e rappresentanti dei camici bianchi.

«E’ lo stesso un’offesa ai medici che sono morti durante il Covid - commenta Paolo Iaria, storico medico di famiglia comasco e sindacalista – un’offesa verso i colleghi che si sono con coraggio impegnati durante le vaccinazioni di massa ed è un’offesa nei confronti della società intera, la cui salute va tutelata».

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