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Como Il coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia «Un governo europeo ha accusato Salis di essersi scontrata fisicamente con oppositori politici»
Como
Se Ilaria Salis apre l’ombrello contro quella che definisce la “destra becera”, dall’altra parte del ring politico Stefano Molinari, presidente provinciale di Fratelli d’Italia, non arretra di un millimetro. La polemica sull’incontro “Dimensione Carcere”, in programma stasera alle 20.30 all’oratorio di Rebbio, si sposta sul piano dei valori e della funzione dei luoghi comunitari. Molinari chiarisce la posizione dei meloniani: non è un veto sulla libertà di parola, ma una questione di opportunità e rispetto per le istituzioni educative.
Nonostante la nota ufficiale inviata nei giorni scorsi da Fratelli d’Italia, il cardinale Oscar Cantoni non ha ancora rilasciato dichiarazioni. Un silenzio che Molinari accoglie con pragmatismo, pur non arretrando sulla richiesta di fondo: «Per ora non abbiamo ricevuto risposte dirette dal vescovo, ma la nostra posizione non cambia. La questione non riguarda la natura “sacra” del luogo in senso stretto, ma la sua funzione educativa. L’oratorio, per definizione, è un ambiente protetto dove crescono bambini e ragazzi. Ospitare una figura che ha sulle spalle capi d’accusa gravissimi legati a violenze politiche è una contraddizione pedagogica inaccettabile».
Molinari sottolinea come la vicenda Salis non sia per il suo partito una “stupidata” o una persecuzione: «C’è un governo che l’ha accusata di fatti pesanti: l’attacco fisico per eliminare chi non la pensa come te. Se non fosse stata eletta al Parlamento Europeo, probabilmente oggi sarebbe sotto processo per questo. In un oratorio, dove si dovrebbe insegnare la fratellanza e la risoluzione pacifica dei conflitti, questo messaggio è semplicemente incoerente».
«Incompatibilità tra Chiesa e ideologie radicali di sinistra»
Le parole di Ilaria Salis, che ha accusato la destra di brandire rosari mentre attua “politiche disumane”, hanno colpito nel segno, provocando una reazione: «Liquidarci come “destra becera” è un modo facile per non entrare nel merito - ribatte Molinari -. Dire che essere di destra è incompatibile con la fede cristiana è un’offesa gratuita. Noi non distribuiamo patenti morali, ma rivendichiamo il fatto che i valori cristiani non appartengono a una sola parte politica. Brandire il Vangelo per dichiarare “incompatibili” milioni di italiani è un gesto di chiusura, non di apertura».
Molinari ha poi ricordato come la Chiesa stessa abbia storicamente espresso giudizi duri sull’incompatibilità di certe ideologie radicali di sinistra: «Se spogliamo tutto della retorica, forse chi non rappresenta i valori della Chiesa non siamo noi».
Al di là dello scontro sulla figura di Ilaria Salis, resta aperta la ferita del carcere di Como, una realtà segnata da croniche criticità e da un sovraffollamento che rende difficile la vita dei detenuti e il lavoro della polizia penitenziaria, come ammesso dalle stesse forze politiche. Anche su questo, Molinari traccia una linea netta: «L’argomento è giustissimo da discutere, è la forma a essere sbagliata. Noi siamo sensibili all’emergenza del Bassone: il carcere deve essere una struttura dignitosa per detenuti e agenti di polizia penitenziaria. Ma la nostra soluzione non è lo svuotamento facile invocato dalla sinistra. Il Governo sta lavorando per adeguate strutture e nuove costruzioni, perché la dignità passa per la legalità e la sicurezza, non per l’indulgenza ideologica».
Infine, Molinari risponde alla critica sulla “censura”: «Se l’incontro si fosse tenuto in una sala pubblica, pur non condividendo il personaggio, sarebbe stato meno grave. Ma a Como c’è un problema reale di spazi: le sale civiche sono inadeguate o mal tenute. Serve un luogo neutro per il confronto».
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