Cronaca / Como città
Mercoledì 18 Febbraio 2026
Monte Olimpino, dopo tre anni la scuola di via Amoretti resta abbandonata
I bambini erano stati trasferiti e l’amministrazione aveva rassicurato circa il sicuro avvio della riqualificazione, con la consegna stimata già per l’estate del 2024. Invece i locali sono in una situazione di profondo degrado
Como
A Como, dopo tre anni, la scuola di via Amoretti resta abbandonata. Proprio attorno a carnevale, ormai tre anni fa, i bambini che frequentavano il plesso comunale di Monte Olimpino erano stati trasferiti, con una certa fretta e non senza polemiche, nelle altre scuole del quartiere, divisi secondo spazi e sezioni nell’istituto comprensivo Como Nord. Una scelta fatta sulla base di lavori di riqualificazione attesi, per la verità già immaginati e mai del tutto concretizzati ancor prima della pandemia. E così circa 50 bambini, proprio questa settimana tre anni fa, avevano salutato la scuola materna con la promessa di rimetterci piede un anno e mezzo dopo. Pochi mesi dopo, prima dell’estate, la piccola scuola era però già diventata un immondezzaio, con l’accesso pieno di rifiuti abbandonati, tra cartoni della pizza e bottiglie di vetro e i cancelli. Uno stato di abbandono che aveva provocato i malumori dei residenti del quartiere. Subito dopo la denuncia però l’amministrazione aveva rassicurato, con un certo piglio, circa il sicuro avvio della riqualificazione, con la consegna stimata già per l’estate del 2024. Luglio 2024 per la precisione.
E invece ieri ecco lo scenario raccontato nuovamente dai residenti della zona. Subito fuori dai cancelli c’è ancora per terra pattumiera, plastica e inerti dimenticati si direbbe da tempo. All’interno nei giardini rotolano dei bidoni, dai muri scrostati cadono calcinacci. Queste scuole avevano bisogno di un controllo statico, ma di fatto i cantieri non sono mai partiti, non si sono visti nemmeno dei ponteggi. Salendo dai camminamenti il quadro non è meno desolante, la porta principale d’accesso è aperta. Sul ballatoio ci sono sacchi neri, cartelloni dei bambini caduti a terra, dentro cartoni con resti di computer e materiali rotti. I muri dell’aula che salutava gli alunni sono stati sporcati dalle bombolette.
Gli altri spazi, vuoti, non hanno più accolto giochi e maestre, ma nemmeno operai e tecnici, nessuno si è più fatto vedere. Ai piani alti ci sono altre scritte sui muri, piuttosto oscene, segno di adolescenti che sono passati a divertirsi, o forse ad annoiarsi. In una aula invece ci sono ancora i disegni degli alunni appesi, su alcuni fogli si legge «Ciao scuola a presto». Ma dopo così tanto tempo a Monte Olimpino c’è chi scommette che ormai sia questo il destino della piccola scuola dell’infanzia.
Nel pubblico infatti si parla da anni di diverse chiusure, razionalizzazioni, tagli alla luce del forte calo demografico che ormai non interessa più soltanto la prima fascia d’età scolare, nidi e materna, ma che raggiunge le scuole elementari e medie, con un prossimo atteso calo delle classi anche alle superiori. L’istituto comprensivo Como Nord a livello comunale è forse quello che più di tutti ha pagato il prezzo in termini di chiusure di scuole, già decise o ancora in corso. Prese queste scelte però resta, in molti casi, da portare a termine lavori di riqualificazioni già finanziati e mai avviati e soprattutto valutare il destino di questi immobili pubblici.
© RIPRODUZIONE RISERVATA