Muggiò, le immagini dell’abbandono. «Il Comune dov’è?»

La denuncia Protestano i residenti: «Una discarica». Preoccupano gli accessi abusivi all’ex palazzetto e la massa di terra e detriti nell’area del Luna Park

Povera Muggiò: «Così fa schifo». La vecchia piscina olimpionica è presa di mira dai ragazzini, il palazzetto abbandonato è meta di senzatetto, quanto alla piazza, se così si può ancora chiamare, dall’autunno è una discarica di detriti.

Un gruppo di residenti sta raccogliendo le firme per chiedere la rimozione delle tonnellate di fango, legname e materiali portati a Muggiò dal lago dopo l’ultima alluvione di settembre. L’area usata dal Luna park è transennata, ma i cancelli sono aperti. «C’è passaggio la sera, camioncini vengono a scaricare – racconta Franca Schena, una promotrice della petizione – non sappiamo cosa c’è sotto a questa montagna di detriti, non hanno mai controllato, può esserci un problema di tutela della salute. Capisco l’emergenza, ma sono passati mesi dall’alluvione. Povera Muggiò, una volta era un bel quartiere, pieno di servizi e attività».

A due passi dalla piazza, dalla porta principale della piscina olimpionica, chiusa da prima della pandemia e mai riaperta, si intravede uno spiraglio. Gruppi di adolescenti raccontano di riuscire ad entrarci. Sul retro, dalle siepi, si aprono varchi nella recinzione, alle finestre si notano vetri rotti. I video e le fotografie esibiti dai ragazzini immortalano il silenzio, la vasca vuota, qualche scritta sui muri e i soffitti intelaiati. Non è rimasto molto. Inutile dire che entrare è pericoloso. L’edificio è ormai da abbattere.

Montagna di fango

Poco oltre un ragionamento simile si potrebbe fare per il palazzetto dello sport, stabile ancora più decadente e dimenticato da molti più anni, una vita. Giacche, bottiglie, coperte sparse nell’erba, non di rado ci sono indizi circa il passaggio di persone, con controlli ripetuti che non evitano ciclici problemi e pericoli. La petizione rilanciata in questi giorni dai residenti di Muggiò anche via change.org, per ora circa duecento i firmatari, si concentra sul cumulo di detriti al centro del quartiere, ma lo sguardo vorrebbe cercare di essere più largo. «Quella montagna di fango non ha più niente di temporaneo – dice Vittorio Sala –, fosse stata un’urgenza, ma è da settembre che ci conviviamo e non è il massimo. Forse è passato il messaggio che questo quartiere è così conciato che tanto, spazzatura più, spazzatura meno, fa poca differenza. La piazza prima ospitava Luna park e circo, poco altro, si poteva pensare ad una riqualificazione, a nuovi servizi, ad una qualche utilità. Non però ad una discarica aperta e incontrollata».

Anni fa quando dovevamo correre per mettere al riparo tutti i cittadini dal Covid, in piena pandemia, aveva sollevato un polverone una dichiarazione sfuggita di bocca all’assessore regionale Guido Bertolaso, che preferiva allestire il centro vaccinale nella bella Villa Erba invece che a Muggiò. Una soluzione proposta dal Comune, ma che all’assessore faceva, testuali parole, «schifo».

«Per come è ridotta Muggiò oggi forse non aveva torto – racconta ancora Sala –. La piscina, la piazza, il palazzetto, ma anche semplicemente i giardinetti per i bambini. Al parchetto di via Volpato nonostante le segnalazioni è tutto rotto da non so più quanto tempo. Anni e anni. La verità è che questo quartiere sta andando al diavolo».

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