Niente pioggia e invasi senz’acqua. Rischio siccità per la stagione estiva

Meteo Il livello del nostro lago resta sopra la media, ma preoccupa la situazione generale. Lo studio di Legambiente: «Presto per parlare di emergenza, però le scorte sono limitate»

È un allarme circostanziato, che coinvolge direttamente anche il nostro lago, quello lanciato da Legambiente Lombardia. Che sommando la poca neve presente sulle Alpi e gli invasi montani al minimo ha dato conto di 800 milioni di metri cubi d’acqua che mancano all’appello in vista della stagione estiva. Per quanto ci riguarda, il livello del Lario ormai da inizio anno - ad eccezione di una piccola parentesi ad inizio febbraio - continua a mantenersi sopra la media stagionale del periodo, anche se il vero problema è rappresentato dal segno “meno” a tratti marcato che di settimana in settimana caratterizza gli invasi alpini, linfa preziosa soprattutto nei momenti più difficili per il nostro lago.

La situazione

Ieri a metà pomeriggio il Lario si trovava a 25,4 centimetri sopra lo zero idrometrico, con afflusso e deflusso pressoché equivalenti e con una percentuale di riempimento di poco sotto il 40%. Rispetto alla media stagionale del periodo ci sono ancora dieci centimetri di margine, anche se l’assenza di precipitazioni e questo caldo decisamente inusuale per la stagione non giovano alla causa del livello del lago. Parlando del bacino del Lario, Legambiente Lombardia ha rimarcato come «se da un lato i livelli di riempimento sono vicini alla media stagionale, dall’altro le montagne del bacino che lo alimenta sono sempre più a secco, anche qui con una disponibilità di riserve dimezzate rispetto alla media per questa stagione».

«È ancora presto per parlare di emergenza, visto che la stagione primaverile può ancora riservare fasi piovose, ma il rischio di esaurimento anticipato delle scorte idriche c’è e interessa il settore della produzione idroelettrica e soprattutto le colture agricole, in particolare quelle più vulnerabili in termini di fabbisogni estivi» si legge ancora nella nota.

Il vero problema - al netto di quello che sarà il decorso del livello del lago, in relazione soprattutto alle precipitazioni delle prossime settimane - è rappresentato dalle riserve presenti negli invasi alpini. Riserve che si attestavano secondo l’ultima rilevazione - che risale al giorno di Pasqua - a 45,8 milioni di metri cubi, vale a dire 2,9 milioni di metri cubi in meno rispetto a fine marzo.

I record nella storia

Stando ai numeri riportati sul portale laghi.net, il 1° marzo - dunque quaranta giorni or sono - i milioni di metri cubi d’acqua disponibili erano 91,1% con una percentuale di riempimento degli invasi pari al 17,7% Percentuale che nel frattempo è scesa all’8,9%. Si tratta dunque di un campanello d’allarme da tenere nella debita considerazione, soprattutto in proiezione futura. Certo in questo momento siamo ancora lontani dai meno 30,5 registrati il 9 aprile 1996, che rappresentano il record storico in negativo per questa fase dell’anno dal 1946 in poi, cioè dall’inizio delle rilevazioni. Il livello massimo è stato invece raggiunto nel 1947 con 121 centimetri sopra lo zero idrometrico.

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