«Non sia un esempio chi odia e disprezza». Sale lo scontro su Ilaria Salis a Rebbio

Centrodestra locale in rivolta contro la partecipazione dell’europarlamentare ad un incontro organizzato nelle sale parrocchiali. Sinistra in difesa dell’iniziativa cui parteciperà anche il parroco don Giusto Della Valle

Como

Non è la prima volta che la parrocchia di Rebbio finisce al centro della cronaca, ma l’imminente arrivo dell’europarlamentare Ilaria Salis ha trasformato il salone dell’oratorio di via Lissi in un caso politico. Il convegno “Dimensione carcere: dalla negazione dei diritti alla responsabilità comune”, in programma per venerdì 20 febbraio, ha innescato una miccia che vede contrapposti il centrodestra comasco, le forze di sinistra e l’attivismo di frontiera di Don Giusto Della Valle.

L’esponente di Avs non ha atteso l’evento per replicare alle prime critiche. In un post su X, Salis ha rivendicato la coerenza del suo impegno e il messaggio evangelico: «La destra becera inveisce in modo scomposto. A chi ostenta rosari nei comizi ricordo che buona parte del mondo cattolico ripudia le loro politiche disumane». Secondo Salis, temi come il salvataggio in mare, l’antirazzismo e la tutela dei detenuti non sono solo battaglie socialiste, ma radici del Vangelo.

«L’insegnamento cristiano è incompatibile con la proposta classista e razzista dell’estrema destra. Non farà piacere ai fascisti né ai nuovi mercanti del tempio», ha concluso, confermando la sua presenza a Como.

Reazioni Le reazioni dei partiti locali sono state immediate. Alessandro Nardone (coordinatore cittadino Fratelli d’Italia) ha definito la scelta di Don Giusto «profondamente inopportuna»: «Siamo incompatibili con chi usa l’odio e il disprezzo sistematico dell’avversario. Solo in Italia può succedere che un personaggio con 29 denunce diventi un esempio. Chiediamo al Cardinale Oscar Cantoni una riflessione su quanto sta accadendo».

Sulla stessa linea Eugenio Zoffili (deputato comasco della Lega), che parla da «cattolico ferito»: «È vergognoso invitare chi è stato incarcerato per gravi condotte criminose in Ungheria e difende gli occupanti abusivi di case. Como non merita un personaggio simile, auspichiamo un ripensamento dell’ultimo minuto».

Anche Sergio Gaddi (coordinatore provinciale Forza Italia), pur riconoscendo l’emergenza del carcere Bassone come una «tragedia di civiltà», boccia la forma: «La Salis sposta l’attenzione su di sé, facendo un danno alla causa del carcere. In certi casi, la forma è sostanza e lei è estranea ai valori di una sede ecclesiastica».

La difesa Il centrosinistra, invece, fa quadrato attorno alla parrocchia. Carla Gaiani (segretaria provinciale Pd) parla di polemica artificiosa: «Difendere i diritti della Salis significa pretendere standard di civiltà europea. È singolare che Lega e FdI si straccino le vesti per lei e tacciano quando i vicini alle vicende giudiziarie sono i loro ministri».

Lucas Radice (segretario provinciale Sinistra Italiana), relatore all’evento, sottolinea il valore documentale delle ispezioni parlamentari: «Accendiamo un riflettore sul Bassone, dove la situazione è grave. La critica sulla sede è assurda: Don Giusto apre le porte perché la politica troppo spesso evita il tema carcerario». Anche Federica Douglas Scotti Di Vigole (rappresentante gruppo territoriale M5S), parteciperà, puntando il dito contro l’amministrazione comunale: «Se mancano spazi pubblici messi a disposizione dal Comune per il confronto, è naturale che si ricorra agli oratori sensibili».

Durissimo, infine, il commento di Rifondazione Comunista, che parla di «catena di sant’Antonio delle banalità fascio-leghiste-bigotte».

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