Nuovo lungolago, primi guai: si staccano i cordoli di granito
Il caso Fessure e dislivelli pericolosi in diversi punti della pavimentazione. I problemi più evidenti nell’area verso i giardini. Verifiche con l’appaltatore
Lettura 1 min.Ancora problemi per la pavimentazione sul lungolago. Regione Lombardia nelle scorse settimane ha sistemato il porfido che in alcuni punti era “esploso” mentre in altri era “sprofondato”, ma arrivano ora nuove segnalazioni di altri imprevisti. Questa volta ad essersi staccati, probabilmente sempre per movimenti legati all’assestamento, sono alcuni cordoli in granito dai quali si vedono le fessure lasciate vuote. Non è solo un episodio, ma passeggiando sul lungolago se ne notano diversi e tutti nelle stesse condizioni. Ci sono punti dove la pietra dai caratteristici colori bianco e neri si è solo leggermente spostata in avanti, altri in cui ha proprio creato uno spazio e traballa e, in altre zone ancora si è sollevato, esattamente come era successo per il porfido.
Si notano infatti delle piccole crepe tra il porfido e l’inizio del cordolo in granito incassato nella pavimentazione e poi la pietra rialzata rispetto al resto, che va anche a creare un piccolo dislivello che ha già creato qualche inciampo che, soprattutto in estate con le scarpe aperte, può essere molto fastidioso oltre che doloroso. Nella parte di lungolago verso i giardini a lago, l’ultima che è stata rifatta, guardando i gradini si nota subito dove ci sono stati i distacchi e i conseguenti spostamenti verso l’esterno del granito. Anche in questo caso il rischio di caduta è tutt’altro che impossibile, soprattutto nelle ore serali quando con l’illuminazione è difficile vedere le condizioni della pavimentazione. Nelle scorse settimane e in particolare dalla metà di luglio una squadra proveniente dall’azienda veneziana che aveva fatto da capofila agli interventi di realizzazione delle opere antiesondazione, con annessa passeggiata, era arrivata sul Lario per i ripristini delle zone individuate dal Comune come problematiche e transennate per evitare guai. Pezzo dopo pezzo i cubetti erano stati tolti, era stato sistemato il fondale che era risultato in tutti i casi asciutto dopo i test effettuati per verificare l’eventuale presenza di perdite d’acqua, e poi erano stati ricollocati in modo corretto lasciando anche il tempo necessario per l’assestamento. Adesso però i difetti sono emersi per il granito. In ogni caso la passeggiata e tutti i lavori hanno una garanzia e quindi sarà la stessa Regione a chiedere un ulteriore ripristino. Proprio da Palazzo Lombardia, quando erano state segnalate le anomalie del porfido avevano spiegato che «l’impresa che garantisce l’opera per 10 anni, ripristinerà anche i punti di pavimentazione che, per effetto di assestamenti, si sono deteriorati».
Ora da Milano busseranno nuovamente a Venezia, probabilmente a fine mese, per un intervento risolutivo. Se si tratta di assestamenti, in ogni caso, è probabile che si verificheranno altri “movimenti” della pavimentazione. I primi in assoluto avevano interessato il porfido verso l’ex chiosco “Al Molo” con fratture molto evidenti, poi era toccato alla zona verso la biglietteria della Navigazione e, a specchio, all’altezza dell’attraversamento pedonale davanti al Metropole e, ora, la nuova problematica, sempre verso i giardini.
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