Cronaca / Como città
Venerdì 02 Gennaio 2026
Ottomila per i fuochi. E il giorno dopo
topi e sporco ovunque
Il racconto Tantissimi sul lungolago a festeggiare il 2026. E poi ieri avanzi sui tavolini e chiazze di vomito in strada
Como ha salutato il 2025 e accolto il 2026 con una notte da pienone, di quelle che trasformano il centro in un grande palcoscenico a cielo aperto. La sera del 31 dicembre la città si è confermata una vera e propria calamita per centinaia di persone arrivate sul lago per festeggiare l’ultimo dell’anno. Fin dal tardo pomeriggio, infatti, la viabilità verso il centro è entrata in sofferenza: auto incolonnate, parcheggi rapidamente esauriti e lunghe attese pur di conquistare un posto privilegiato per vivere la notte di Capodanno in piazza.
Saluti e cellulari alla mano
Il cuore dei festeggiamenti è stato ancora una volta il lungolago. Piazza Cavour si è riempita in breve tempo, così come le passeggiate affacciate sul bacino del Lario, diventate il punto di ritrovo principale per comaschi e turisti. Le temperature pungenti non ha scoraggiato la folla: cappelli, sciarpe e guanti hanno accompagnato l’attesa della mezzanotte, tra brindisi e musica diffusa dai locali, in un Capodanno “al freddo” ma decisamente partecipato.
Poco prima dello scoccare dell’ora X, anche la pista di pattinaggio sul ghiaccio è stata chiusa anticipatamente, lasciando spazio alla folla per il momento più atteso della serata. All’arrivo della mezzanotte, il cielo sopra Como si è acceso con uno spettacolo pirotecnico durato oltre venti minuti, ammirato da centinaia di persone rimaste con lo sguardo fisso all’insù. I fuochi, lanciati dal tondello della diga foranea, hanno permesso di assistere allo show praticamente da ogni punto della città affacciato sul lago. I riflessi delle esplosioni colorate sull’acqua hanno regalato momenti indimenticabili, salutando l’arrivo del 2026 tra applausi, cori e una selva di telefonini puntati verso il cielo.
Per l’occasione sono state rafforzate anche le misure di sicurezza. In piazza Cavour sono state posizionate transenne per delimitare l’area dell’insenatura, mentre un’ordinanza firmata dal comandante della Polizia locale Vincenzo Aiello ha previsto, tra le varie disposizioni, l’interdizione al traffico del lungolago pochi minuti prima delle 23.30. Il tutto con il coordinamento di Polizia locale e Protezione civile, e la riapertura fissata soltanto dopo l’una di notte.
Quel che resta del Capodanno
La notte è scivolata via tra brindisi, musica e auguri, ma il mattino del primo gennaio ha restituito un’immagine ben diversa. Con le luci dell’alba, il centro storico ha mostrato i segni evidenti della serata appena trascorsa. In piazza Duomo e davanti ai locali più frequentati, sui tavolini all’aperto sono rimaste bottiglie vuote, bicchieri di plastica, mozziconi di sigarette, tovagliolini e rifiuti di vario genere. In direzione del Monumento ai Caduti, il terreno era cosparso di petardi esplosi e stelle filanti, mentre sull’asfalto non sono mancate chiazze di vomito e di sangue, tracce silenziose di eccessi e piccoli incidenti notturni. E se la sera prima la scena è stata dominata dalla folla festante, al mattino i protagonisti sono diventati altri. In zona Duomo, sotto i tavolini dei bar, una decina di topi si sono mossi indisturbati alla ricerca degli avanzi lasciati a terra, un fenomeno tutt’altro che nuovo nel centro di Como, dove la presenza di ratti rappresenta da tempo un problema irrisolto. I ratti sono entrati ed usciti facilmente dai fori di scolo dei marciapiedi, approfittando dei rifiuti abbandonati dopo la serata.
La notte di Capodanno ha regalato a Como immagini spettacolari e una partecipazione imponente. Il giorno dopo, però, ha lasciato in eredità sporcizia e criticità già note, ricordando come ogni grande festa, insieme alle luci e all’entusiasmo, porti con sé anche ombre che la città è chiamata ad affrontare.
© RIPRODUZIONE RISERVATA