Parco di Villa Olmo, controlli a tappeto. «Regole assurde»

In cerca di relax Massiccio dispiegamento di agenti della Polizia Locale per far alzare chi si siede sul prato. Sconcerto dei visitatori: «Non è uno spazio pubblico?»

Il sole alto di metà giornata e il richiamo del lago hanno trasformato, come di consueto, il giardino di Villa Olmo in un mosaico di teli colorati e persone in cerca di relax. La città sta vivendo una vera e propria ondata di turismo, con numeri da record che vedono migliaia di visitatori affollare ogni angolo del lungolago. Tuttavia, questa massiccia presenza di persone ha spinto l’amministrazione a una stretta sulla sicurezza e l’ordine: la quiete domenicale è stata infatti spezzata nel primo pomeriggio da un’operazione di controllo a tappeto. Un massiccio dispiegamento di agenti della Polizia ha controllato i giardini di Villa Olmo, intimando a chiunque si fosse accomodato sulle aiuole di alzarsi immediatamente.

Una decisione legata al rispetto del regolamento comunale che vieta il calpestio delle aiuole, ma che ha colto di sorpresa la folla di turisti e residenti. Per molti, una doccia fredda che ha riacceso il dibattito sulla fruibilità degli spazi cittadini in una stagione che vede Como letteralmente presa d’assalto.

Scetticismo

Tra chi si è accomodato sull’erba subito dopo il passaggio degli agenti, ignaro della rigidità dei controlli, regna lo scetticismo. Silvia Avino e Alessandro Airaghi, coppia di residenti che frequenta la Villa da anni, hanno appreso della “pulizia” pomeridiana con disappunto. «No, non ha senso questa regola», esordisce Alessandro. Silvia rincara la dose: «Più che altro, il dubbio c’era, ma ho sempre visto chiunque sedersi. Vengo qua da quando sono nata e ho sempre visto tutti sedersi. C’è il cartello con scritto che non si possono calpestare le aiuole, ma finché non si sporca e non si sta con le casse con la musica alta, penso sia tollerabile. Forse con la palla è un po’ eccessivo, ma se moderato dovrebbe andare bene».

Poco distanti, anche i turisti giunti dal milanese si interrogano sulla severità del provvedimento proprio nel momento di massima affluenza. Simone Zilliani e Alice Arioli, seduti sul loro plaid e pronti ad alzarsi qualora le pattuglie dovessero tornare, difendono la loro scelta: «È pubblico, è di tutti. Se una persona viene e non sporca dovrebbe andare bene, noi ci siamo portati il nostro plaid quando ce ne andremo prendiamo tutto e non lasceremo nulla per terra. Bisogna rispettare l’ambiente come si fa in montagna: fai il tuo picnic ma poi lasci tutto come l’hai trovato: pulito, è una questione di rispetto del luogo» spiega Alice. Simone osserva il viavai dei presenti: «Ho visto che comunque c’erano in giro un po’ di persone. Noi siamo appena arrivati e ci siamo messi giù. Mi sembra una cosa piuttosto naturale. Io non la capisco questa regola, entri nel parco e ti sdrai . Noi non abbiamo visto i cartelli ma non ci siamo domandati nemmeno se si potesse fare o meno visto che c’era gente già sdraiata».

Dubbi

Il dubbio dei due giovani è che dietro il controllo non ci sia solo una questione di regolamento, ma un’esigenza di immagine per la città. «Magari lo fanno perché pensano un po’ al decoro. Forse dà fastidio vedere la gente per terra» ipotizzano Simone e Alice. Con un’ondata di turismo così imponente, la gestione degli spazi diventa un tema politico caldo: preservare il quadretto per le cartoline o lasciare che il parco sia vissuto? Resta l’amarezza di chi vede nel prato di Villa Olmo un bene comune da abitare. «D’estate, ad agosto, questi parchi sono pieni di gente sdraiata» concludono i ragazzi, evidenziando come la linea dura scelta per questa giornata contrasti con la realtà di un parco che appartiene alla cittadinanza tanto quanto ai turisti.

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