Peri ai giardini, è scontro totale: «Soltanto una ripicca»
Il cantiere Fa discutere la variante al progetto con l’addio ai ciliegi. Intanto il sindaco assicura: «Su questo tema deciderà la Soprintendenza»
Como
«Sui peri ai giardini a lago deve esprimersi la Soprintendenza e faremo quello che diranno». È questa, in estrema sintesi, la posizione del sindaco Alessandro Rapinese in diretta su Etv (al netto degli attacchi a stampa e giornalisti) su quanto contenuto nella proposta di perizia di variante dei lavori ai giardini a lago con il cambio di rotta sugli alberi del “cannocchiale”. Nel progetto esecutivo approvato nel settembre del 2022 si parlava infatti dell’inserimento di 18 esemplari di Prunus cerasifera “Pissardi”, cioè i ciliegi rosa come quelli di viale Cavallotti. Nella variante, invece, spariscono i ciliegi e compaiono 38 esemplari di “Pyrus calleryana varietà Chanticleer”, ovvero i peri cinesi dai fiori bianchi. Proposta che non è ancora stata approvata. Lo stesso Rapinese ha sottolineato come attualmente non ci siano documenti di giunta che dicano di mettere i peri, ma che «la decisione di mettere i peri l’ha presa un agronomo». Inoltre ha aggiunto che «il documento (la perizia di variante, ndr) è precedente a quando la Soprintendenza ha cambiato idea» e che quindi non si può parlare, come hanno fatto il consigliere regionale Sergio Gaddi e Nova Como, di «ripicca». Ha chiuso ribadendo che «Rapinese non ha firmato niente» e spiegando che si sta parlando di un «progetto che deve essere assentito dalla commissione paesistica, che oggi l’ha fatto, e deve esprimersi la Soprintendenza che dirà voglio i peri, i ciliegi o, questa volta, i cachi. Faremo quello che dirà la Soprintendenza».
Intanto non si ferma la polemica politica. «I ciliegi che caratterizzavano il cannocchiale visivo – attacca il presidente provinciale di FdI Stefano Molinari - sono stati rimossi nell’ambito dei lavori di riqualificazione e la variante in discussione non sembra orientata alla ripiantumazione delle stesse essenze, ma alla sostituzione con specie diverse. Se in un caso (via Venti Settembre) si è dovuto fermare l’abbattimento per ragioni paesaggistiche, come si giustifica oggi una scelta che modifica proprio quell’impostazione identitaria?».
Il capogruppo di Svolta Civica Vittorio Nessi ribatte al sindaco: «Come al solito, Rapinese “ciurla nel manico”. La decisione di sostituire i bellissimi ciliegi con i peri è una scelta precisa e non può essere scaricata sull’agronomo di turno. Ai giardini a lago, nel progetto era prevista la ripiantumazione di ciliegi e questo è quanto. Questa è l’ennesima nuvola di polvere che il sindaco solleva per nascondere il nulla che distingue la sua amministrazione, fatta di continue liti, ripicche e nessuna opera concreta».
Da ultimo Teresa Minniti, vice presidente di Nova Como sottolinea come «la proposta di variante sarebbe antecedente di pochi giorni al vincolo della Soprintendenza sui filari di via XX Settembre, arrivato dopo due mesi di mobilitazione, 6.000 firme, sit-in, ricorso al Tar e tavoli tecnici in Regione. Iniziative pacifiche, partecipate, trasparenti ignorate dal sindaco e talvolta apertamente derise». E ancora: «Se “decidono i tecnici”, resta un fatto: il progetto originario prevedeva la piantumazione dei ciliegi. Oggi si propone di cambiarlo con i peri. E quando si cambia all’indomani di una battaglia così ampia e partecipata, è inevitabile che i cittadini si chiedano: se non è ripicca, allora cos’è?»
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