Peri, ciliegi e cannocchiali: «Sbagliato cambiare colore»

Pareri univoci dagli ex dirigenti comunali Tajana e Cosenza: «Importante preservare il disegno iniziale, la Soprintendenza dica no»

Como

Il cannocchiale va mantenuto con gli stessi alberi, da piazza Cacciatori delle Alpi fino al Tempio Voltiano. L’aveva ideato l’architetto Federico Frigerio, l’architetto che firmò sia il Politeama nel 1910 che, successivamente il Tempio Voltiano, per dare una grande prospettiva e valorizzare i monumenti.

Ora nella proposta di perizia di variante al progetto dei giardini, che deve ancora essere formalmente approvata, prevede la sostituzione dei filari di ciliegi di viale Marconi con dei peri cinesi Chanticleer con il risultato che si avrebbe viale Cavallotti con i fiori rosa dei ciliegi e viale Marconi con quelli bianchi dei peri, ipotesi che, secondo architetti e urbanisti non ha alcun senso. «Penso che sia un gravissimo errore in quanto nella progettazione del verde la scelta delle essenze arboree deve essere fatta in relazione ai luoghi e, ove esistente, della memoria storica della comunità locale» commenta l’architetto Giuseppe Cosenza, alle spalle una lunga carriera dirigenziale in Provincia prima e in Comune poi. Poi nel merito spiega: «I giardini a lago fanno parte di un’area caratterizzata da una straordinaria bellezza paesaggistica e da un raffinato disegno urbanistico stratificatosi nel tempo con importanti presenze storico culturali. In tal senso i ciliegi messi a dimora qualche decennio fa e ora abbattuti sul cannochiale visivo di viale Marconi si erano armoniosamente inseriti nel contesto e con la loro fioritura rappresentavano una delle immagini più iconiche della città».

Cosenza chiarisce inoltre i passaggi progettuali precedenti che avevano proprio tutelato la zona: «Correttamente il progetto originario, assentito dalla Soprintendenza, approvato dal Comune e poi appaltato (quello esecutivo del settembre 2022, ndr) prevedeva esclusivamente l’inserimento di nuovi ciliegi in sostituzione di quelli esistenti in quanto di pregio ornamentale, particolarmente resistenti e già radicati nel contesto territoriale e della memoria». Da ultimo è lapidario su quanto contenuto nella proposta attualmente in discussione: «Non si comprendono le ragioni di sostituire i ciliegi con i peri e spero in un ripensamento da parte del Comune oppure confido nel fatto che la Soprintendenza non autorizzi tale modifica».

Proprio l’Ente di tutela del paesaggio, che si era già espresso nel 2022 sul mantenimento dei ciliegi, dovrà ora fornire il proprio parere all’amministrazione comunale e bisognerà quindi aspettare il pronunciamento per capire se manterrà quando già prescritto quattro anni f. A chiedere la massima tutela per il cannocchiale è anche Clemente Tajana, già dirigente a Palazzo Cernezzi, dove è stato per anni ingegnere capo, e grande studioso dell’architettura e della città di Como.

«Stiamo parlando della continuità del cannocchiale progettato dall’architetto Frigerio, di importanza europea – interviene Tajana -. Cannocchiale pensato, per rendere meglio l’idea, dall’edicola di piazza Cacciatori delle Alpi al Tempio Voltiano. Basta mettersi lì a piedi per vedere l’effetto e per comprendere come si tratti di un cannocchiale unico, i turisti che arrivano dalla stazione San Giovanni se ne accorgono subito. Io non sono un botanico e non lo voglio fare, ma parlo da urbanista e il cannocchiale è concepito in modo unitario e così deve rimanere. Un dogma urbanistico che mi ha insegnato l’architetto Enzo Rho».

Il sindaco dal canto suo nei giorni scorsi, dopo l’esplosione del caso con annesse polemiche politiche, era intervenuto su Etv dicendo che «la decisione di mettere i peri l’ha presa un agronomo» e che si sta parlando di un «progetto che deve essere assentito dalla commissione paesistica, che oggi l’ha fatto, e deve esprimersi la Soprintendenza che dirà voglio i peri, i ciliegi o, questa volta, i cachi. Faremo quello che dirà la Soprintendenza».

Intanto per sabato mattina alle 10 l’associazione Nova Como ha convocato un presidio proprio davanti al Tempio Voltiano di sensibilizzazione sulla necessità di rimettere i ciliegi, come previsto dal progetto esecutivo. La manifestazione, aperta a tutti, si intitola “Difendiamo il cannocchiale del Tempio Voltiano e i suoi ciliegi” e ancora “la bellezza non si baratta”.

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