Piazza Mazzini anticipa tutti: smantellato il primo dehors

Le nuove regole La pizzeria “Le Colonne” ha già smontato la sua veranda. Ora tocca agli altri locali del centro: per adeguarsi c’è tempo fino al 31 marzo

È stato smantellato in questi giorni il primo dehor fisso nel centro storico. Si tratta di quello del ristorante-pizzeria “Le colonne” di piazza Mazzini che era stato collocato in quella posizione nel 2005. Poco più di vent’anni dopo la struttura è stata completamente smantellata in base a quanto prevede il nuovo regolamento edilizio varato dall’amministrazione Rapinese a ottobre che consente il mantenimento solo per sei mesi l’anno.

Nel quadrato in vetro di piazza Mazzini c’erano una quindicina di tavoli per una quarantina di posti complessivi. I titolari avrebbero potuto intervenire entro il 31 marzo, ma hanno deciso di portarsi avanti con la rimozione della struttura trasparente e ora dovranno provvedere, come previsto, alla sistemazione della pavimentazione.

Le nuove norme introdotte da Palazzo Cernezzi con le modifiche al regolamento edilizio prevedono che le strutture vetrate permanenti esterne, sia di forma quadrata o rettangolare, ma anche quelle curve che si vedono non solo a Como, ma in molte città, debbano diventare a tutti gli effetti provvisorie e possono quindi essere collocate soltanto per sei mesi l’anno, mentre per gli altri sei devono essere obbligatoriamente rimosse e, al loro posto, ci potranno essere (se richiesti) ombrelloni e tavolini ma nessuna copertura fissa.

Il regolamento

Nel regolamento è stato previsto nel dettaglio che dovranno essere «integralmente e immediatamente rimosse entro un termine non superiore a centottanta giorni comprensivo dei tempi di allestimento e smontaggio del manufatto». In pratica sei mesi l’anno e non, come avviene oggi e come è sempre avvenuto, per 365 giorni a prescindere dalla stagione e dalle condizioni climatiche. Infine le nuove disposizioni indicano che «le chiusure stagionali non sono tacitamente rinnovabili e prevedono che la posa delle stesse possa essere effettuata non prima del 1 ottobre e che la rimozione avvenga non oltre il 31 marzo di ogni anno».

Pensare che strutture come quelle presenti in centro storico possano essere smontate, stoccate per sei mesi e rimontate, è praticamente impossibile innanzitutto per una questione di costi oltre che dello spazio necessario per ricoverarle nei sei mesi in cui è vietato l’utilizzo. Il regolamento edilizio consente infatti che «le chiusure stagionali di spazi commerciali di interesse turistico afferenti esclusivamente esercizi pubblici quali bar, ristoranti e locali di ritrovo» siano realizzate con struttura facilmente componibile in modo da garantire provvisorietà e la possibilità di montaggio e smontaggio rapido, preferibilmente con utilizzo di materiali eco-sostenibili e restare per sei mesi al massimo. Una strada, questa, che difficilmente verrà scelta dalle attività commerciali se si pensa che una struttura come quella rimossa da piazza Mazzini ha un costo che supera di gran lunga i 100mila euro.

All’applicazione, come detto con un mese di anticipo, da parte della prima attività economica della città murata ne seguiranno altre nelle prossime settimane. Tutti infatti dovranno uniformarsi alle disposizioni e gli spazi dovranno tornare ad essere ripristinati e ripavimentati entro il prossimo 1 aprile, quando le strutture non potranno più esserci.

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