Pnrr, la beffa è servita: «Troppi cantieri
e opere in ritardo»

Appalti Le opere vengono assegnate alle stesse imprese e aumenta il rischio di contenziosi e rallentamenti. Tarantola: «L’anno prossimo sarà ancora più difficile»

Troppi cantieri, non bastano le imprese.

In città diverse opere stanno subendo rallentamenti, le ditte al lavoro sono caricate di appalti e commesse. Gli enti pubblici faticano a trovare aziende per i cantieri economicamente meno vantaggiosi.

Per esempio a Como nessuno si fa avanti per rifare il campo da rugby di via Longoni, che da tempo ha bisogno di una generale riqualificazione. Dopo due gare andate deserte i 766mila euro di finanziamenti del Pnrr sono a rischio, è stato inutile anche invitare direttamente cinque operatori a presentare un’offerta.

Oltre al campo da rugby il progetto prevedeva un campo da padel, il rifacimento degli spogliatoi e uno skate park (quello provvisorio è in costruzione al parcheggio dell’Ippocastano).

Più in generale il Comune sconta l’affidamento di un grande numeri di cantieri a poche ditte. Secondo il settore Opere pubbliche il grande accordo quadro precedente aveva assegnato ad una sola azienda almeno sette cantieri.

Un’impresa con sede in Sicilia, per esempio, sta portando avanti i lavori di ingrandimento delle scuole di via Mognano, attesi lo scorso anno scolastico e slittati a questa estate. La stessa ditta si occupa della sistemazione delle materne di via Amoretti, i cui bambini erano stati trasferiti in altri plessi a Carnevale.

Ma i lavori in lista d’attesa sono tanti: dalle scale della Parini che aspettano di essere riaperte dal marzo del 2022 ai cancelli delle scuole di Albate che da anni devono essere messi in sicurezza.

La contestazione

«Con un’impresa abbiamo anche dato il via ad una contestazione – ha spiegato il dirigente comunale alle Opere pubbliche Luca Noseda alla seconda commissione consiliare – e abbiamo ottenuto la rinuncia ad alcuni incarichi per assegnarli ad altre realtà più pronte».

Ad esempio la palestra di via Cuzzi che ha bisogno di alcuni adeguamenti utili ad accogliere anche le squadre esterne e non solo gli alunni delle scuole di Rebbio.

«I lavori sono decuplicati e il settore dell’edilizia invece si è ridotto – dice Bruno Tarantola, dirigente della Provincia di Como – il grosso dei lavori finanziati dal Pnrr entrerà nella fase di cantiere nel 2024, e dovrà terminare entro la fine del 2025. Dunque scommetto che l’anno prossimo la situazione sarà ancora più difficile. Non eravamo preparati a gestire così tante opere dopo anni di contrazione delle imprese e della manodopera. Le maestranze non bastano».

Il ritiro

Le poche aziende comasche rimaste sul mercato ricevono offerte di lavoro ogni giorno. «E così sempre più frequentemente gli appaltatori fanno ricorso ai contenziosi – dice ancora Tarantola – per il rispetto dei tempi. L’alternativa è il ritiro delle imprese dalle gare, perché sanno che non riusciranno a seguire altri cantieri. Con le aggiudicazioni delle gare che slittano verso i secondi, i terzi e anche i quarti classificati».

«I tempi con il Pnrr sono contingentati – spiega Matteo Accardi, il dirigente che per la Provincia gestisce la stazione appaltante – non si scappa. Quindi capita che le imprese che hanno già molto lavoro si sottraggano. Ma non ci sono solo i cantieri del Piano di ripresa, anche negli appalti comuni si accumulano ritardi. Il quadro non è ancora così grave, ma di sicuro c’è una generale fatica».

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