Prenoti al telefono e non vai al ristorante? «Si paga ugualmente»

Trend I locali si attrezzano per contrastare il “no-show”. Molti chiedono in anticipo i dati della carta di credito e se non ci si presenta possono scattare pesanti penali

Prenoti e non vai al ristorante? Paghi lo stesso. Sempre più ristoratori si stanno cautelando contro il fenomeno, crescente, chiamato “no show”, che tradotto in italiano vuol dire semplicemente che tanti clienti prenotano un tavolo e poi non si presentano. Per le attività che hanno pochi coperti vedere svanire all’ultimo da una tavolata da dieci persone tre o quattro invitati significa perdere una percentuale significativa di incassi. E così all’atto della prenotazione diversi locali chiedono subito gli estremi della carta di credito come garanzia. Magari non per tutto un menù, ma per una quota fissa. Per esempio in città in via Borsieri al ristorante pugliese Crianza per ogni posto vuoto trattengono 35 euro.

Mancato guadagno

«Noi piccoli ristoranti con pochi coperti dobbiamo tutelarci – spiega la titolare Francesca Amato – quattro prenotati che non arrivano può sembrare poca cosa, ma su 40 coperti complessivi è un mancato guadagno importante. Non domandiamo sempre a tutti la carta di credito. Ci sono i clienti abituali, ma anche tanti clienti stranieri, soprattutto americani, che sono già abituati così. Però per le serate speciali, per le grandi tavolate, abbiamo bisogno di garanzie. Un 10%, 20% di posti vuoti è un buco importante». C’è chi ha smesso di accettare le prenotazioni, lasciando a volte fuori dai locali la fila. C’è chi riceve disdette alle 20 del sabato sera.

«Capita di vedere prenotazioni sulle app doppie e triple - dice Guido Grilli, responsabile del ristorante Da Noi che in via Lambertenghi fa lavorare giovani con disabilità – presi i tavoli all’ultimo questi clienti scelgono e lasciano con le mani in mano gli altri ristoratori. Segnaliamo, ma cambia poco».

Le mancate presentazioni rappresentano un problema grande per esempio per la sanità, sono centinaia i pazienti che non si presentano a visite ed esami, oggi ormai perfino i dentisti per tutelarsi chiedono il conto ai clienti che danno buca.

“No show”

«Il no show sta diventando un problema grosso e molti colleghi si tutelano chiedendo la carta alla prenotazione - dice Luca Vaghi, dal Crott dal Murnee di Albavilla – io nel mio locale ho pochi coperti e dunque avviso sempre. Spiego in maniera molto diretta a chi prenota una tavolata che se poi restano diversi posti vuoti allora sono costretto a chiedere di pagare anche il menù fisso degli assenti. E funziona». Questa attività rifiuta spesso prenotazioni perché i pochi tavoli sono già pieni. «La mia clientela forse è più educata, ma capisco i colleghi, così perdono incassi – commenta Barbara Girardi, presidente provinciale dell’associazione cuochi dal suo ristorante canturino Cascina di Mattia – penso sia proprio una questione di buona educazione, di attenzione al prossimo, verso chi lavora. Le nostre generazioni troppo agiate non pensano alla fatica altrui».

È legittimo chiedere una garanzia via carta di credito? Il privato, in teoria, si organizza come vuole. Del resto così succede quando si prenota una camera d’albergo o un alloggio vacanze. La cifra però chiesta dai ristoratori deve essere congrua, se non c’è un menù fisso la richiesta potrebbe essere altrimenti aleatoria. Dunque è bene fissare subito un minimo, chiarendo il motivo al cliente, dando dei termini per la disdetta. Di contro il cliente può, per singoli casi, provare a dimostrare l’imprevisto, un impedimento oggettivo alla base della mancata presentazione all’ultimo di uno o più commensali, trovando, si spera, un pacifico e ragionevole incontro.

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