Prezzi della benzina alle stelle: oltre 1,80. E in Ticino per ora il risparmio è minimo

I conti Applicati i nuovi prezzi in quasi tutti gli impianti e rispetto a Pizzamiglio si pagano 4 euro in più a pieno. Discorso opposto per il diesel, ma il divario si riduce

Quasi tutti i distributori (salvo rare eccezioni) hanno adeguato i prezzi al venir meno delle agevolazioni sulle accise dopo un primo del’anno a macchia di leopardo. E in città (tralasciando la pompa bianca), quelli che hanno comunicato l’aggiornamento dei prezzi all’Osservatorio del ministero dello Sviluppo economico vanno da un minimo di 1,77 euro a un massimo di 1,86 con quasi tutti oltre la soglia di un euro e 80 centesimi al litro.

Dopo le code i ritocchi

Dopo le lunghe code di sabato ai benzinai italiani per approfittare dell’ultimo pieno con gli sgravi fiscali sulle accise e qualcuno che anche nella giornata di Capodanno ha cercato i distributori che ancora non avevano aggiornato i prezzi complice la giornata di festa, l’aumento di 18 centesimi (in qualche caso anche oltre) ha di fatto invertito la rotta in termini di caro carburante. Quanto sta avvenendo è l’effetto della decisione del Governo Meloni di non confermare la misura che calmierava i prezzi del carburante: lo sconto, inizialmente previsto di 30 centesimi dal governo Draghi e poi ridotto a 18 da Meloni, è terminato ufficialmente con l’ultimo giorno dell’anno. Accise che, meglio ricordarlo, pesano per oltre il 40% del costo complessivo di un litro di carburante.

Qualche supermercato della provincia, che nell’ultimo periodo aveva sempre mantenuto i prezzi molto competitivi ha deciso di recuperare passando addirittura da 1,55 euro al litro di sabato (che sono valse code lunghissime) a 1,79 di ieri. Ben oltre, insomma, i 18 centesimi. Rincari, comunque, anche nel Canturino mentre sulla statale dei Giovi ieri si trovava la verde a 1,76 euro al litro.

Confrontando i prezzi italiani con quelli applicati in Ticino a Chiasso si pagava ieri 1,79 euro per un litro di verde mentre a Pizzamiglio (come ormai tradizione) la cifra è più bassa: 1,75 euro al litro di media fatto salvo un “record” al ribasso pari a 1,70. Questo significa che, comunque, si risparmia andando oltreconfine. Per ora si parla, tra Pizzamiglio e la città, fino a 4,40 euro a pieno (pagando in contanti). Ancora non sufficiente a far riprendere il pendolarismo del pieno per chi non è già in territorio elvetico, ma abbastanza invece a far fermare i frontalieri incoraggiandoli a fare rifornimento prima di rientrare in Italia.

Molto si vedrà nelle prossime settimane: se in Italia i costi dovessero riprendere a risalire, i problemi per gli impianti italiani riprenderebbero. Vale la pena sottolineare che per poter pensare a una riattivazione della Carta Sconto benzina non basta che il differenziale superi i 5 centesimi al litro, ma questo dato deve scaturire dalla media ricavata dal monitoraggio di una serie di distributori nella fascia di confine, per altro già contestato in passato dagli stessi gestori, ma anche dalla politica.

Il gasolio

Discorso contrario, invece, per il diesel: il risparmio in Italia si registra nonostante il ritorno delle accise. Ieri a Chiasso costava 2,05 euro al litro contro il massimo di 1,94 massimo a Como (undici centesimi di differenza a vantaggio dell’Italia) mentre a Pizzamiglio ci volevano in media 2,03 euro al litro. In un caso, però, anche il divario con il diesel si è assottigliato visto che un litro veniva venduto a 1,96 euro.

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