Rebbio, le case Aler assediate dai ratti: «La colpa? Dei rifiuti»

Il degrado I residenti sollevano dubbi sulla sicurezza. Gli addetti alla derattizzazione:«Noi solo monitoraggio». Problemi anche con le nuove caldaie appena installate

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L’estate calda si trasforma in un incubo igienico-sanitario per i residenti delle case Aler di via Di Vittorio. Tra la strada e gli edifici, le strisce d’erba si sono trasformate in discariche a cielo aperto dove cumuli di rifiuti vengono abbandonati regolarmente sotto il sole cocente. A peggiorare la situazione si aggiunge il parziale servizio di raccolta: gli addetti prelevano solo la frazione prevista dal calendario giornaliero (come la plastica), abbandonando il resto per giorni.

Il risultato è un odore nauseabondo e, soprattutto, un’invasione di ratti. I residenti segnalano la presenza di numerosissime tane e colonie di topi che girano indisturbati, attirati dai rifiuti. Le trappole installate sembrano inefficaci e le telecamere del Comune, posizionate come deterrente, non inquadrano i punti critici poiché i “furbetti” del sacchetto hanno ormai imparato a aggirarle.

Monitoraggio trimestrale

Contattato sulla vicenda, il responsabile della ditta che si occupa di derattizzazione per il Comune, Francesco Contardo, ha spiegato che il loro servizio è di monitoraggio trimestrale. «Inoltre, trattandosi di aree di proprietà Aler, spetterebbe a quest’ultima intervenire con una ditta privata di pest control». A complicare lo scenario sono anche i recenti scavi stradali vicini, secondo Contardo potrebbero aver stanato le colonie di ratti spingendole verso i palazzi. Aler, dal canto suo, ha promesso al giornale delle risposte, ma i cittadini si sentono del tutto abbandonati da istituzioni e centralini che non rispondono mai alle loro richieste di aiuto.

Gestione fallimentare del superbonus

Oltre all’emergenza sanitaria, gli inquilini denunciano una gestione fallimentare dei lavori di manutenzione straordinaria legati al superbonus di tre anni fa. Nel corso di una conversazione, i residenti hanno descritto una situazione di grave isolamento e pericolo, segnalando in particolare che l’ascensore è ormai rotto da un anno a causa dell’incuria degli operai dell’epoca, costringendo anziani e persone con la spesa a salire a piedi scale. Denunciano inoltre il totale caos dei subappalti, con ditte di pulizia e giardinaggio che cambiano continuamente senza dare preavvisi sui lavori (come nel caso del taglio dell’erba o del montaggio di ponteggi che hanno bloccato le auto nei garage).

I residenti hanno infine sollevato dubbi sulla sicurezza degli impianti: durante i lavori del cappotto termico sono state murate le scatolette elettriche e persino i tubi del gas. Gli addetti ai lavori hanno persino causato l’inversione delle tubature dell’acqua con quelle del gas, lasciando la zona per una settimana senza servizio e con gli impianti allagati. Ad oggi, le nuove caldaie installate sembra non dispongano delle certificazioni di conformità né del collaudo iniziale obbligatorio, lasciando gli inquilini nel timore che nulla sia a norma.

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