(Foto di archivio)
Il restauro Il palazzo “ex Uli” di via Pessina è un edificio di pregio vincolato. Aveva già dato problemi di agibilità. Oggi un altro intoppo: servono più soldi
Como
Messa in sicurezza dell’ex Uli, le facciate si staccano, serve una variante. Nel 2024 l’Ats Insubria ha approvato un progetto per sistemare la bella palazzina razionalista di fine anni trenta, per un totale pari a 850mila euro.
L’edificio, di pregio, in passato aveva fatto temere circa la sua agibilità. Più perizie hanno poi rassicurato l’ente che ha ottenuto il benestare della soprintendenza, dopo un primo mini cantiere di prova. A marzo del 2025 la partenza dei lavori, che da cronoprogramma dovevano durare circa sei mesi.
«A seguito del completamente del montaggio del ponteggio – si legge adesso agli atti - su tutte le facciate interessate dall’intervento del corpo ovest è stato possibile procedere a un’analisi diretta e approfondita dello stato di conservazione delle murature perimetrali, mediante l’esecuzione di scalpellature puntuali estese all’intera superficie oggetto di intervento. Le verifiche condotte hanno consentito di accertare che il quadro fessurativo e le diffuse discontinuità riscontrate sulle superfici esterne non sono riconducibili a fenomeni superficiali di distacco dell’intonaco paramento murario, come inizialmente ipotizzato sulla base delle indagini visive preliminari effettuate in fase progettuale, bensì a un distacco della faccia esterna del laterizio costituente il supporto murario, con conseguente perdita di coesione del materiale e compromissione delle condizioni di adesione degli stati di finitura». Problemi «non prevedibili» e non direttamente «rilevabili» durante la progettazione.
«Questa condizione incide in modo sostanziale sulle modalità di intervento originariamente previste e rende necessaria l’adozione di soluzioni tecniche integrative e migliorative rispetto al progetto approvato, al fine di garantire il ripristino delle condizioni di sicurezza, stabilità e durabilità delle murature interessate dall’intervento». A gennaio dei nuovi controlli hanno dunque calcolato 40mila euro di spesa aggiuntiva e una proroga fino a fine aprile. È inoltre possibile che chiusi i principali lavori sia necessario rafforzare la struttura con opere aggiuntive, già raccomandate a inizio cantieri da rilievi tecnici, in particolare occorre fare attenzione per esempio ai cordoli e ai controsoffitti. Occorre infine ricordare che il rinnovo della sede dell’Ats aveva definitivamente archiviato l’ipotesi di spostare l’ente in via Napoleona, in una palazzina da rifare accanto al monoblocco dell’Asst Lariana. Un progetto con spese onerose, per diversi milioni di euro, non del tutto finanziato dalla Regione, che comunque resta come traccia nei bilanci dell’agenzia per la tutela della salute.
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