Scuola Corridoni, sempre più complicata la chiusura: «Nessun cantiere ancora alla Foscolo»
Como Dopo la giornata di vertici per discutere delle competenze di Comune e istituto comprensivo, si attende il parere del provveditore
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Quella di ieri è stata una giornata vorticosa per il destino della “Corridoni” di via Sinigaglia con vertici e riunioni che hanno coinvolto i massimi dirigenti del mondo della scuola interessati alla soluzione del problema.
Il ping pong in corso tra il sindaco Alessandro Rapinese (con la sua vice nonché assessore alle Politiche educative Nicoletta Roperto), che vuole a tutti i costi chiudere subito l’edificio di via Sinigaglia per demolirlo e trasformarlo in un autosilo, e i dirigenti scolastici affiancati dai genitori, che invece vogliono garantire alle 200 famiglie almeno il prossimo anno scolastico in tranquillità, vede attualmente in leggero vantaggio questi ultimi.
Le competenze del Comune
Per la legge 23 del 1996 i traslochi in sedi alternative sono a carico di Palazzo Cernezzi e non dell’istituto comprensivo
Due le motivazioni a loro favore. La prima sta nell’articolo 3 della legge 23 dell’11 gennaio del 1996, riferimento imprescindibile per il provveditore Imerio Chiappa e per la dirigente di plesso Grazia Miccolis. La norma disciplina le competenze degli enti locali nella realizzazione, fornitura e manutenzione degli edifici scolastici, nonché le relative spese e funzioni delegate. Si legge al comma 1 che «provvedono alla realizzazione, alla fornitura e alla manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici i Comuni, per quelli da destinare a sede di scuole materne, elementari e medie; le Province, per istituti e scuole di istruzione secondaria superiore». Competenza del Comune, quindi, come viene spiegato anche nei commi successivi, è quella di garantire edifici adeguati e sicuri oltre all’arredamento e alle utenze. In pratica anche gli eventuali traslochi in sedi alternative sarebbero a carico di Palazzo Cernezzi e non dell’istituto comprensivo o dell’ufficio scolastico provinciale che, invece, si occupano di tutto quello che concerne la didattica.
I lavori mai iniziati alla Foscolo
Il secondo tassello, strettamente collegato alla legge sulle competenze, è una comunicazione di venerdì scorso inviata dal Comune all’istituto comprensivo Como-Borgovico. Nel documento viene ammesso, cosa fra l’altro prevedibile, che alla Foscolo, indicata come sede alternativa principale per gli alunni della Corridoni, i lavori di ampliamento dell’edificio non sono mai stati avviati. Del resto sarebbe stato impossibile fare diversamente poiché c’era pendente il ricorso al Tar e avviare progettazioni per un intervento da due milioni di euro per realizzare nuove aule sulla terrazza in assenza di certezza sulla chiusura di via Sinigaglia avrebbe esposto dirigenti e funzionari a rilievi da parte della Corte dei Conti.
La Pec inviata dall’amministrazione
Ad ogni modo il fatto che i lavori non siano stati fatti finirà tra le contestazioni dell’impugnazione della sentenza del Tar (che ha dato ragione al Comune) davanti al Consiglio di Stato con il ricorso dei genitori che verrà depositato oggi. «È stata una giornata di lavoro molto proficuo – l’unico commento del presidente del consiglio di istituto Como-Borgovico Simone Molteni – tra il provveditore e tutti i vertici degli uffici scolastici. Attendiamo una comunicazione pubblica direttamente da parte del provveditore e, nel frattempo, ci facciamo da parte poiché non essendo riusciti a spiegare le rispettive competenze, crediamo possa farlo bene il provveditore». Poi conferma la pec di Palazzo Cernezzi: «Il Comune ha mandato finalmente una comunicazione ufficiale alla scuola che è stata analizzata e il contenuto dice chiaramente che non avendo effettuato alcun lavoro di ampliamento o di adeguamento nella scuola Foscolo questa non è pronta ad accogliere alcuno studente della Corridoni».
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