«Senza pontili per le barche è il caos»

Servizi turistici Nel weekend pasquale il molo di Sant’Agostino è rimasto paralizzato dalle code di imbarcazioni. Sicurezza e logistica: fa discutere l’annunciato trasferimento forzato delle attività di noleggio a Villa Geno

Como

Code per i tour e i battelli della Navigazione e per la funicolare e code anche per i servizi di noleggio barche (con e senza conducenti).

La Pasqua ha segnato ufficialmente l’apertura della stagione turistica e gli occhi sono puntati sul nodo degli attracchi in città e, al momento sul pontile di Sant’Agostino letteralmente preso d’assalto durante il weekend lungo. Pontile che, dalla fine del mese (a meno di ritardi) verrà sganciato poiché affidato dal Comune alla Guardia di finanza e tutti gli operatori dovranno trasferirsi per imbarchi e sbarchi di turisti a quello di Villa Geno, davanti a Villa Margherita e “all’ombra” della fontana.

Rischi per la sicurezza

Secondo gli operatori i rischi, innanzitutto per la sicurezza, aumenteranno esponenzialmente, ma Enzo Fantinato, responsabile Cna nautica Lombardia, invita tutti – colleghi compresi – a collaborare poiché l’alternativa, sarebbe stata «con questa amministrazione non avere nessun pontile». Ammette però che di disagi e problematiche il comparto ne sta affrontando molte e spiega però che per cercare di ottenere qualche risultato è necessario fare squadra.

«Purtroppo – dice - il problema del turismo sul lago di Como, che ovviamente è una risorsa, è stato affrontato solo in modo mediatico, grazie anche ai tanti frequentatori famosi e non solo. Siamo però al palo con le infrastrutture e ne paghiamo le conseguenze». Poi aggiunge: «Non si può pretendere che il turismo sia solo “cassetta” immediata, ci vogliono investimenti e gli imprenditori turistici devono imparare a fare squadra e non ad agire ciascuno pro domo sua».

«L’amministrazione ha dato i primi incarichi a Csu: si parte da viale Geno, ma non è la soluzione ottimale»

Il nodo più importante è quello legato alla mancanza di attracchi. «Il problema più evidente – precisa Fantinato - è quello di Como, poiché il primo bacino più ambito e con la carenza infrastrutturale che c’è vediamo tutti quello che sta succedendo. Come associazione abbiamo iniziato un dialogo con l’amministrazione che ha dato i primi incarichi a Csu per la realizzazione di pontili e il primo sarà quello di viale Geno. Non è la soluzione ottimale e questo è evidente a tutti, ma ci consentirà di salvare la stagione poiché l’alternativa prospettata è il non avere nulla. Entro fine mese dovrebbe essere pronto. A Como manca la cultura del turismo e le infrastrutture non sono sufficienti, ma si deve dialogare per cercare di arrivare a soluzioni reali anche perché ci vogliono tempo, autorizzazioni e investimenti. Anche i ricorsi (al Tar, ndr.) possono essere utili, ma vanno concertati. Poi le regole vanno rispettate da tutti, innanzitutto dagli imprenditori pur sapendo che il settore va regolamentato e che oggi ci sono leggi vetuste su cui stiamo lavorando».

Una coda senza fine

Ad alzare la voce sui rischi della stagione è, con una lettera, Francesco Lombardi, titolare dell’azienda boat tour “La dolce vita Como”. «A un certo punto – racconta - la coda delle barche che dovevano caricare e scaricare i turisti arrivava fin davanti al monumento a Volta con evidente intralcio per la circolazione dei traghetti e perdite di tempo per le aziende che devono scaricare e caricare i clienti. Possibile che l’amministrazione di Como non capisca che i turisti vogliono andare in barca e lo vogliono fare sempre di più? Vengono a Como per quello. Invece di trattarci come dei “delinquenti” il Comune avrebbe dovuto risolvere il problema e proporci delle soluzioni darci almeno tre pontili in tre posti diversi per smaltire ordinatamente il traffico senza intralciare la Navigazione e in totale sicurezza per i nostri clienti».

Su Villa Geno Lombardi è lapidario: «Soltanto una persona che non ha mai visto una barca in vita sua può pensare che quella rappresenti una soluzione sicura».

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