Siamo la città che non ama le bici. Sfrattato il bike sharing
Servizi Resiste la linea Rapinese, dopo 13 anni si chiude l’esperienza dei noleggi in città. Attesa per l’entrata in vigore delle nuove norme per la Ztl, prevista a inizio 2027
Tredici anni dopo i primi noleggi, Como ha archiviato definitivamente l’esperienza del bike sharing, almeno come inteso finora. La società che aveva riavviato il servizio (che nel corso degli anni ha avuto fortune alterne) ha infatti smantellato le postazioni per l’affitto tramite App liberando gli spazi così come richiesto dal Comune.
Nei due mesi di attività, maggio e giugno, l’impresa Spazio Visibile aveva registrato 1.648 i noleggi e 1.497 nuovi utenti registrati con una durata media di utilizzo pari a 57 minuti e con il 33% delle persone che ha fatto più di un viaggio. Il servizio è rimasto attivo fino al 10 agosto, successivamente erano state tolte le bici e ora è toccato anche alle stazioni con le colonnine per il parcheggio dei mezzi e per il noleggio.
Il sindaco: «Ora una nuova esperienza»
Il sindaco Alessandro Rapinese ha lasciato intendere sui suoi social che l’intenzione è quella di «ripartire con una nuova esperienza quando sarà tutto rimosso» e ha parlato di un «progetto serio, che partirà quando sarà fatto sparire quello che c’è adesso». Ha anche confermato che il contratto non è stato rinnovato e detto che «il bike sharing in realtà è sparito da anni».
Le colonnine ora sono state tolte e il servizio precedente era andato avanti con momenti positivi di utilizzo (compresi gli ultimi mesi) e altri in cui, invece, era sostanzialmente abbandonato. Nulla si sa però, al momento, su cosa intenderà fare l’amministrazione e su quale tipologia di noleggio voglia introdurre.
Per il momento non sono stati presentati progetti alternativi e non sono nemmeno state fatte procedure pubbliche.
Tema caldo
Più in generale il tema delle biciclette per il sindaco Rapinese è stato nei mesi scorsi abbastanza scivoloso dal punto di vista mediatico. La sua decisione di “bandirle” da 31 vie della città murata giorno e notte introducendo l’obbligo di condurle a mano dopo essere stato investito da un mezzo elettrico ha fatto non solo il giro d’Italia, ma del mondo con un ampio articolo finito anche sul quotidiano inglese “The Guardian”.
L’ordinanza di fine agosto, che comprende inoltre le nuove modalità di accesso alla Ztl e l’allargamento delle zone pedonali, sarà operativa solo dopo la posa della nuova segnaletica verticale
L’ordinanza di fine agosto, che comprende inoltre le nuove modalità di accesso alla Ztl (con la riduzione delle finestre per le consegne e gli ingressi e il pagamento del ticket giornaliero da 3 euro) e l’allargamento delle zone pedonali, sarà operativa solo dopo la posa della nuova segnaletica verticale e l’aggiornamento e l’implementazione dei software per i controlli e il rilascio automatico delle autorizzazioni. Se ne parlerà, quindi, non prima dell’inizio del 2027.
Alla fine di settembre era infatti stato approvato dalla giunta uno stanziamento di 62mila euro per l’avvio delle progettazione e la realizzazione della segnaletica nel quale era stimato un tempo di 100 giorni. Solo per il divieto alle bici si tratta di 27 paline e 50 cartelli su un totale di 154.
Dovrà inoltre essere collocata la segnaletica relativa ad aree pedonali, orari e modalità di accesso. Il progetto esecutivo, in base a quanto previsto, al momento non è ancora stato approvato e a quello dovrà seguire l’individuazione del fornitore e oltre alla posa effettiva nei diversi punti individuati.
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