Tanti i “big” bocciati o con pochi voti: chi entra e chi esce dal consiglio

I risultati L’assessore regionale Locatelli (Lega) si è fermata a 157 voti, il vicesindaco a 57, il deputato Borghi a 77 - Molti volti noti di FdI restano fuori, da Butti a Ferretti. Nel centrosinistra per Mantero 46 schede, 81 per Iantorno

Como

Preferenze, i comaschi bocciano molti degli uscenti. E ci sono anche “big” che restano sotto i cento voti. In attesa di conoscere gli esiti del ballottaggio e dunque l’esatta composizione del futuro consiglio comunale è già possibile con certezza fare un elenco degli esclusi dall’aula o comunque di chi ha ottenuto meno consensi del previsto.

Alessandra Locatelli, capolista della Lega, leader comasca del Carroccio, assessore regionale in carica ed ex ministro ha collezionato 157 voti, pochi per il suo profilo. La Lega del resto è andata male, Locatelli sarà l’unica rappresentante leghista a Palazzo Cernezzi. Il vice sindaco uscente Adriano Caldara si è fermato a quota 57 preferenze, il capogruppo a Palazzo Cernezzi Giampiero Ajani a 27, Claudio Borghi a 77, Alessandro Molteni a 45, Andrea Valeri a 40 e Ivan Noseda a 24. Il presidente della Ca’ d’Industria Gianmarco Beccalli addirittura a 12 e il coordinatore cittadino Daniele Peduzzi a 10. Non ce l’hanno fatta gli assessori Elena Negretti (152) e Alessandra Bonduri (143) nonostante una prestazione discreta.

Locatelli sarà l’unica leghista a Palazzo Cernezzi

All’interno di Fratelli d’Italia non ha sfondato Marco Butti, che dimezza le preferenze rispetto al 2017 dopo cinque anni da assessore con deleghe importanti. È forse la persona all’interno della giunta che meglio si è distinta, eppure rimane fuori dall’aula. Fuori anche il capolista Roberto Tassone (261), l’assessore al Patrimonio Francesco Pettignano (154) e Alessandro Nardone (63). I principali esponenti del partito di Giorgia Meloni, il capogruppo Matteo Ferretti (203 voti) o il consigliere Sergio De Santis (103), sono stati spazzati via da due giovani già seduti in consiglio come Lorenzo Cantaluppi (385) e Antonio Tufano (367). Solo loro due rappresenteranno FdI a Palazzo Cernezzi.

Sotto le aspettative anche le preferenze ottenute dalla capolista di Forza Italia, partito che pure ha tenuto bene. Amelia Locatelli, primario di Dermatologia dell’Asst Lariana ha presto 106 voti ed è esclusa dal consiglio. Meglio di lei ha fatto Davide Gervasoni, il figlio dell’assessore, che però a suo dire sperava di raccogliere più voti. Tant’è vero che diventerà consigliere insieme al forzista ad Alessandro Falanga solo se Barbara Minghetti vincerà il ballottaggio. Non ha brillato il capogruppo Enrico Cenetiempo (97), Luca Biondi (76) e nemmeno Mario Gorla (39). Guardando agli altri schieramenti il consigliere uscente di Civitas Guido Rovi prende solo 31 preferenze.

Sottotono anche gli ex assessori Butti e Caldara

Nel centrosinistra scarse le prestazioni del capolista di Agenda 2030 Francesco Cima Vivarelli (25) e della capolista di Como Comune Aurora Longo (27). Le liste minori dell’alleanza in caso di vittoria di Minghetti riuscirebbero comunque ad esprimere un rappresentante ciascuno. Nel Pd male l’ex assessore Marcello Iantorno (81), escluso il noto imprenditore Moritz Mantero (46) candidato per la lista civica di Minghetti.

Tra gli uscenti invece hanno fatto molto bene per esempio Patrizia Lissi (605) capolista del Pd e sempre per il Pd Stefano Fanetti (286) e Gabriele Guarisco (243). Spicca il risultato di Fulvio Anzaldo (373) capolista di Rapinese sindaco.

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