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Le nostre tasche Per le famiglie rincari non oltre il 2% . Attenzione alle scadenze: la prima rata entro luglio. Bene negozi e ristoranti, che pagheranno un po’ meno
Como
Dopo gli aumenti del 2025 fino all’8,4% per le famiglie e al 10,5% per le attività, quest’anno i costi della tassa rifiuti non porteranno brutte sorprese ai comaschi. Per il 2026 vedranno infatti solo leggeri aumenti (nell’ordine di centesimi o pochi euro) per le utenze domestiche da due componenti in su mentre per le famiglie con un unico membro e per le attività commerciali ci sarà una riduzione.
Sono queste a grandi linee le nuove tariffe varate dalla giunta Rapinese e che ora dovranno passare per l’approvazione definitiva dal consiglio comunale che ha già dato il via libera al piano economico-finanziario complessivo.
La principale novità è dettata dalle nuove scadenze di pagamento: la modifica riguarda la prima rata che andrà pagata entro il 31 luglio (in anticipo, quindi rispetto al passato quando si andava a fine settembre) mentre la seconda rimane invariata al 30 novembre. Per la rata unica la scadenza sarà il 30 ottobre prossimo (il 31 cade infatti di sabato). Complessivamente (detrazioni incluse) il costo complessivo del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti, che deve essere interamente coperto dagli utenti, è pari a 16 milioni 453mila euro che vengono suddivisi nella misura del 53,84% per le utenze domestiche (pari a 8 milioni 858mila euro) e del 46,16% per quelle produttive o non domestiche (corrisponde a 7 milioni 594mila euro).
Dalle simulazioni effettuate, per comodità e maggiore comprensione, su una superficie di 100metri quadrati emerge che per le famiglie con un solo componente si avrà una riduzione rispetto all’anno scorso (quando l’aumento superò l’8%) dell’1,84%. Per due componenti l’aumento sarà di 39 centesimi (0,18%) e via di questo passo fino a sei e più componenti (prevalentemente case vacanze) che pagheranno in totale 8 euro in più (2,07%). Le utenze produttive, che un anno fa videro aumenti nell’ordine del 10%, si troveranno tutte una riduzione (in percentuali variabili, in base ai coefficienti di calcolo). Ad esempio, sempre per 100 mq, i negozi di abbigliamento scenderanno da 521 a 515 euro, gli alberghi con ristorante da 616 a 609 euro e ancora ristoranti e trattorie da 3.134 a 3097 euro. E ancora le pasticcerie da 2.113 a 2.088 euro, ortofrutta, pescherie e pizzerie al taglio da 3.806 a 3.761.
Alle cifre, come già avvenuto lo scorso anno, vanno aggiunte altre voci obbligatorie: il tributo provinciale (pari al 5%), 0,10 euro per la «copertura dei costi di gestione dei rifiuti accidentalmente pescati e dei rifiuti volontariamente raccolti» e ancora 1,50 euro per la «copertura delle agevolazioni riconosciute per eventi eccezionali e calamitosi» e infine 6 euro per la copertura delle agevolazioni riconosciute ai beneficiari di bonus sociale per i rifiuti.
Quest’ultima voce aveva fatto discutere nel 2025, anno della prima introduzione, e va a sostituire (come previsto dalle norme nazionali) l’esenzione in base all’Isee che viene sostituita proprio con il “bonus sociale Rifiuti” che viene concesso automaticamente a chi ne ha diritto e prevede una riduzione del 25%. Nella busta che verrà spedita ai 45mila comaschi titolari di un’utenza Tari in tempo utile per i versamenti si troveranno quattro fogli: il primo con la spiegazione del calcolo dell’importo e poi i tre moduli di pagamento (prima rata, seconda rata o quello per la soluzione unica che sostituisce gli altri due). I pagamenti con il sistema PagoPa si effettuano negli sportelli di banche e poste, in tabaccheria o nei supermercati, ma anche utilizzando l’App IO oppure il servizio di home banking o i principali servizi di pagamento online attivi.
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