Tensioni nella Lega, Zoffili difende il segretario: «Romeo e Fontana irresponsabili»
Il deputato comasco interviene per sostenere Salvini. Nelle prossime ore faccia a faccia tra il leader e i governatori del nord
Lettura 1 min.Nelle prossime ore Matteo Salvini vedrà i governatori del nord Attilio Fontana, Massimiliano Fedriga e Maurizio Fugatti, più uno storico ex come Luca Zaia. Insieme cercheranno di siglare almeno una tregua nel partito, fiaccato da sondaggi a una cifra e schiaffeggiato dall’ascesa di Roberto Vannacci che infierisce avvertendo il centrodestra: «Se vuole governare, dovrà fare i conti con noi». Ma a remare contro c’è anche, e soprattutto,la vecchia guardia nordista. Che continua a chiedere a Salvini di fare un passo di lato e allargare la leadership, creando ad esempio un “triumvirato” che gestisca il partito su base federale (tra nord centro e sud) in grado di definire «una linea politica che ora non c’è o non si vede», denunciano.
Richieste che ribadiranno al segretario, che li ha convocati a Roma nelle prossime ore in occasione della due giorni capitolina del Carroccio. Si vedranno probabilmente all’ora di pranzo, in una pausa della manifestazione voluta da Claudio Durigon, vice di Salvini e colonnello al centrosud, per rispolverare le priorità in vista della prossima finanziaria. «A tua difesa».
Per il Carroccio, tuttavia, i problemi sono altri e più profondi. Uno spaccato è andato in scena lunedì sera ad Alzano Lombardo, nella Bergamasca. Quasi 300 militanti arrabbiati e delusi contro «una Lega che non c’è più», si sfogano in dialetto. Si ritrovano lì per il libro di Massimiliano Romeo, frontman della protesta e ora a rischio di rimetterci il posto di capogruppo al Senato. Ma se succedesse «sarebbe sbagliato», lo difende Attilio Fontana, anche lui all’incontro. Parole che fanno sbottare Eugenio Zoffili, deputato comasco fedelissimo di Salvini: «I militanti vanno sempre ascoltati con interesse, ma Romeo e Fontana in questo modo si comportano da irresponsabili e stanno danneggiando la Lega». Urge insomma un confronto e quello delle prossime ore fra i “ribelli” e Salvini: è forse il primo vis a vis a ranghi stretti, dopo la bufera estiva. Ancor più necessario per tentare di ricucire lo strappo prima del raduno di Pontida, il 20 settembre.
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