Truffe, +100% in dieci anni: a Como ci sono 5 denunce al giorno
Dal finto carabiniere al messaggio della banca che ti avvisa che ti stanno svuotando il conto. Non solo anziani nel mirino. La Polizia Postale ha quantificato un giro da 269 milioni all’anno
Il trucco più redditizio, quello funziona meglio e rende di più, arriva sottoforma di un’offerta di aiuto: attento, ti stanno svuotando il conto corrente. Sono qui per darti una mano e salvare tutti i tuoi soldi. Invece, l’esatto contrario. C’è chi, in provincia di Como, ha perso più di centomila euro in questo modo. Per timore di essere sotto attacco dei truffatori e per essersi fidato dei truffatori per evitare di essere truffato.
Un gioco di parole che nasconde una dolorosa realtà: è nel caos, nella fretta, nella paura, nella confusione che i truffatori carpiscono la buona fede delle loro vittime. E sono tante, anche e soprattutto in provincia di Como. Basti dire che, stando ai dati del Ministero dell’Interno elaborati da Il Sole24 Ore, nella voce “truffe e frodi informatiche” il nostro territorio è quello maggiormente sotto attacco. Su 106 provincie italiane, infatti, siamo al centesimo posto. Con una media superiore alle 5 denunce al giorno: oltre 2mila comaschi truffato ogni anno. Un reato che, negli ultimi dieci anni, è cresciuto come incidenza di oltre il cento per cento, da noi. E che ogni anno la Postale stima avere un giro di 269 milioni di euro.
Eccole, dunque, le truffe più diffuse e utilizzate. Da leggere, mandare a memoria, diffondere per evitare di essere vittime.
Truffa agli anziani
Iniziamo dalla categoria più odiosa: le truffe ai danni degli anziani. Tra le più comuni la telefonata del falso avvocato o del falso carabiniere. C’è un figlio o un nipote che avrebbe provocato un grave incidente, sarebbe stato arrestato o dovrebbe risarcire immediatamente una persona ferita. La richiesta: preparare contanti o gioielli. Un incaricato passerà dopo a ritirarli. Il pagamento viene presentato come necessario per evitare conseguenze giudiziarie. Ma in Italia non esiste una procedura di cauzione da consegnare in contanti a un carabiniere per liberare un familiare arrestato. Come difendersi. Chiudere la telefonata, chiamare il familiare a un numero già conosciuto e chiamare immediatamente il 112.
I gioielli da controllare dopo una rapina. Il copione: un sedicente poliziotto o carabiniere informa che c’è stata una rapina in gioielleria. L’auto della vittima è stata usata. La richiesta: per chiarire la situazione bisogna consegnare i gioielli che si hanno in casa a un agente per una verifica. Come difendersi: non consegnare mai denaro o preziosi a chi si presenta senza una procedura verificabile e pretende di portarli via. Chiamare autonomamente il 112. Un tesserino mostrato sulla porta non è sufficiente. E in ogni caso le indagini non funzionano così.
Il falso tecnico dell’acqua, del gas o della luce. Il copione. Due persone si presentano alla porta con divise o documenti apparentemente credibili. Parlano di una perdita di gas, acqua contaminata o pericolo per gli oggetti preziosi. La richiesta. Una delle tecniche è la truffa del congelatore: il falso tecnico persuade l’anziano a mettere oro e gioielli in un sacchetto nel congelatore per proteggerli da un presunto rischio. Poi il sacchetto sparisce. Come difendersi: mai far entrare sconosciuti per controlli inattesi e non spostare mai denaro o gioielli su loro indicazione.
Il finto nipote che ha bisogno di denaro. Il copione. La telefonata inizia con una domanda apparentemente innocua: «Indovina chi sono?». Se l’anziano risponde con il nome di una persona cara, il truffatore acquisisce l’identità da impersonare. La richiesta: denaro per una spesa imprevista, un debito, un acquisto, una difficoltà. Qualcuno passerà a prendere i soldi, oppure verrà richiesto un bonifico. Come difendersi. Non suggerire il nome del familiare, non fidarsi del riconoscimento della voce e interrompere la conversazione per chiamare il parente attraverso un contatto già noto. Poi ci sono le truffe più redditizie, quelle che utilizzano la tecnologia.
Frodi informatiche
Si parte dal falso sms di Nexi, che ti avvisa di un addebito imminente. Se non lo si riconosce, bisogna chiamare subito un numero di emergenza. A rispondere finti addetti Nexi o addirittura falsi agenti delle forze di polizia. Per proteggerti devi mettere i soldi su un conto sicuro. Non ce l’hai? Ci pensiamo noi. Il denaro viene bonificato e, in mezz’ora, sparisce.
Oppure il falso sms di Send, sistema usato dagli enti pubblici per notificare le sanzioni. Quello vero arriva sull’App Io o sulla Pec se la si ha Nell’sms viene allegato un link da cliccare che ti rimanda a una pagina Pago Pa dove spesso la somma iniziale di poche decine di euro si trasforma in migliaia di euro.
In generale, però, attenzione: mai condividere codici personali, codici Otp, numeri di carte di carte di credito e non entrare nella propria homebanking per operare. Un problema non si risolve mai da casa in quel modo. E la fretta è solo un trucco usato dai truffatori.
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