Cronaca / Como città
Venerdì 02 Gennaio 2026
Un anno di “Rapinesate”: da «Le scappa la pipì?» a «Tabaccaia valtellinese»
Como Un resoconto delle espressioni più colorite usate dal sindaco nel corso delle 23 sedute di consiglio comunale del 2025. E ora l’augurio per un «2026 coccoloso»
Iniziamo dalla fine. Dall’ultimo consiglio comunale di un 2025 quantomai caldo e pieno zeppo di polemiche a Como. Il sindaco, Alessandro Rapinese, prende la parola: «Grazie di cuore a tutti i consiglieri comunali e buon 2026. Buon coccoloso 2026». Rapinese e “coccoloso” nella stessa frase suona come un ossimoro, almeno riavvolgendo il nastro dei 23 consigli passati. Li abbiamo riguardati per raccogliere le “rapinesate” del 2025.
Di seduta in seduta
Le prime intemperanze “sindacali” hanno inizio il 14 aprile. Il primo bersaglio è il consigliere di Svolta Civica Vittorio Nessi. E il motivo è presto detto: in quei giorni Nessi aveva notificato una causa civile contro il primo cittadino, in seguito alle accuse mosse da Rapinese che ha più volte definito il consigliere di opposizione un «falsario». In aula l’ex magistrato critica i pasti delle mense scolastiche e Rapinese gli ribatte: «Se io fossi quell’azienda, dopo le sue parole, diventerebbe il mia tamagotchi». Ricordate l’animaletto virtuale da accudire di un celebre gioco elettronico giapponese? Nella stessa seduta il sindaco accusa Nessi di «ammorbare il consiglio». E con tono di scherno: «Le do una lezione, caro collega Nessi, la pubblica amministrazione non si muove su presunzioni, previsioni e Shazaam e tutti i maghi dal Drive in poi». Poi l’affondo più brutto, legato all’età. «Devo dire che mi ha anche un po’ stufato e per l’età devo portarle il rispetto che è dovuto a un anziano. Quindi caro Nessi amico mio, collega caro, non mi disturbi: impari a commentare gli atti politici che esistono. Se le serve un amico mi passi a trovare». Dopo due settimane attacca ancora Nessi: «Non ho mai visto un politico che sia stato così degno della mia disapprovazione. Il politico più inopportuno che abbia mai trovato».
Il 16 giugno l’attacco invece è a tutta la minoranza: «Le vostre polemiche valgono zero, zero, zero. Quando mi muovevo io la gente aveva sguardi di dolore. Le vostre polemiche invece durano il tempo di uno starnuto». Due settimane dopo di nuovo contro Nessi: nel mirino la polemica sulle firme “false” (le firme che, su accordo dei diretti interessati, Nessi anni fa aveva posto su un atto di consiglio e sulla cui rilevanza penale il tribunale si è espresso con l’archiviazione) di Barbara Minghetti e Maurizio Traglio. Durante la seduta Rapinese “gioca” continuamente sul tema.
Gli attacchi in aula
Il 21 luglio tocca alle consigliere Elena Negretti e Patrizia Lissi. Rapinese le zittisce in più occasioni urlando prima all’una e poi all’altra: «Stia zitta. Ma vuole stare zitta?». Nel corso del 2025 in almeno cinque occasioni il sindaco ha detto a una consigliera la frase: «Stai zitta». È stato fatto notare che il sindaco ha usato quel modo di zittire l’avversario solo nei confronti di politiche donne. È vero, salvo in un caso. Una sera il sindaco lo ha detto anche a Nessi«ma vuoi stare zitto».
Poi il 28 luglio un’altra offesa spiacevole a Nessi. Durante una replica Rapinese, rivolto all’ex magistrato che stava uscendo dall’aula, prima gli dice: «Vitto… Vicki non te ne andare». E poi: «Ma alla sua età dia il buon esempio… ma cos’è le scappa la pipì? Nessi le scappa la pipì? L’aspetto. Prendendo atto che il consigliere Nessi esce dall’aula per impellenti motivi…». E fine serata: «Ma ha falsificato anche la firma di Traglio?». A settembre attacca «i comunelli», ovvero i Comuni che non sono Como, e usa l’appellativo «Bongi» per citare il presidente della Provincia Fiorenzo Bongiasca. L’1 ottobre si scatena la polemica sull’assenza del sindaco nei giorni dell’alluvione. La risposta di Rapinese è rabbiosa: «Ma non vi fate un po’ pena? La vostra vicinanza mi dà fastidio. Siete persone con le quali perché sono costretto qui, ma non voglio avere a che fare. Mi date fastidio. Siete persone con le quali non condividerei… e mi fate finire: non puoi parlare (rivolta a Elena Negretti, ndr) state starnazzando, ma vuole stare zitta? Lo ribadisco: la democrazia mi impone di condividere una sala con voi, ma siete persone delle quali ho stima zero».
Il 17 novembre tocca all’ex consigliera della sua lista Paola Tocchetti: «Oltre ad avere mandato a fare in culo (cit.) tutti, se n’è andata fregandosene del gruppo. Ve la regalo!». E il consigliere Giordano Molteni: «Da che pulpito». E paragona Lissi a una «tabaccaia Valtellinese». La stessa sera il presidente del consiglio, Fulvio Anzaldo, riprende il sindaco quando dileggia Lissi facendole il verso. L’1 dicembre, mentre litiga con la consigliera Negretti, informa che un cittadino «si è messo in ginocchio davanti a me perché faceva il bullo. Consigliera Negretti: vada dall’avvocato se lo ritiene». E infine il 17 dicembre, lo scontro ancora con Negretti. Tema la polemica sulle attese in Pronto soccorso: «Mi piacerebbe che ci arrivasse lei lì. Si vergogni: questa è la sanità come l’avete ridotta». Poi a fine dicembre, dopo un 2025 così, gli auguri per l’anno nuovo: «Buon “coccoloso” 2026».
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