Audience in calo. Sanremo ci riprova
tra novità e ricordi

Seconda serata Le Nuove Proposte affascinano, poi la comicità di Lillo e l’omaggio a Ornella Vanoni. Achille Lauro canta per le vittime di Crans-Montana

Sanremo

Lunga, ingessata, priva di veri scossoni, la prima serata del Festival di Sanremo ha fatto registrare un calo di audience abbastanza sensibile: 3 milioni di telespettatori in meno rispetto all’anno passato con una flessione del 24 percento in termini di total audience. Il dato è stato fornito in conferenza stampa, subito infiocchettato da Carlo Conti che lo ha prima depotenziato (“Pensavo di fare meno”), sottolineando che si tratta del quarto miglior risultato dal 1997, quando la media del festival condotto da Mike Bongiorno fu del 58.74 percento.

Meglio, da allora, hanno fatto solo le ultime tre edizioni, con il 65.3 percento nel 2025, sempre con Conti direttore artistico; il 65.1 percento nel 2024 e il 62.5 percento nel 2023, con Amadeus. Cosa avrà spinto il pubblico generalista, normalmente seduto virtualmente all’Ariston almeno per tutta la prima parte, a cambiare canale o a spegnere i televisori? A parte la fruizione mista, difficile da monitorare, è indubbio che la formula che ha visto esibirsi in successione tutti e trenta i concorrenti, a un certo punto risulti sfiancante, anche perché lascia poco spazio al resto.

Giovani promesse

Ma questo era martedì: ieri c’erano “solo” quindici brani e quindi c’è stato posto per altro. Ad esempio per i brani delle leggendarie “nuove proposte”. Laura Pausini, la co – conduttrice a cui Conti continua a fare le pulci su tutto, simpaticamente (come un dito nella piaga), arriva da lì, quando quella parte della manifestazione contava ancora qualcosa. Oggi si può dire quello che si vuole, ma sembra che si sia obbligati a farlo. La soluzione adottata è quella di una sfida diretta tra Nicolò Filippucci e Blind, El Ma & Soniko prima e Angelica Bove e Mazzariello poi. Dopo le eliminazioni, saranno Filippucci e Angelica ad andare in finale.

Canzoni, omaggi e risate

La gara principale riprende da Patty Pravo, alla quale Giovanni Caccamo ha cucito addosso un brano classico al punto giusto. Dopo di lei sfilano gli altri quattordici mentre i voti arrivano per metà dalla giuria delle radio, l’altra dal televoto che può essere micidiale mentre i broker danno tra i più quotati Serena Brancale e la coppia Fedez – Masini (entrambe le loro esibizioni sono state tra le più applaudite in teatro, sono entrati anche nella cinquina dei più votati della prima serata assieme ad Arisa, Ditonellapiaga e Fulminacci).

Salutato Can Yaman, gli ospiti sono Pilar Fogliati e Achille Lauro, che ormai è un residente fisso di Sanremo: Siccome è giovane e piace ai giovani (anche se ormai ha più di dieci anni di carriera e quasi 36 primavere alle spalle), a lui viene affidato un pensiero per le vittime di Crans – Montana a cui dedica “Perdutamente”. Naturalmente ci scappa anche il duetto con Laurona su “16 marzo”. Grazie a Lillo, ma davvero grazie, arriva la comicità, quella vera, quella meno ingessata di un personaggio che non finge di essere fuori posto anche se la gag del bravo presentatore non ha niente di nuovo. Senz’altro meglio dell’imitatore Vincenzo De Lucia, che non è stato nemmeno annunciato nei panni di Laura Pausini, che non ha saputo fare meglio che costruire tutto attorno alla frase “Sono sempre la ragazza di Solarolo”. Nel corso di una serata da riempire, sul palco arriva di tutto: il coro dell’Anffas (l’Associazione nazionale di famiglie e persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo) che affronta “Si può dare di più”, gli ori olimpici Francesca Lollobrigida e Lisa Vittozzi e i campioni paralimpici Giacomo Bertagnolli, con la guida Andrea Ravelli, e Giuliana Turra, dal palco esterno canta Bresh, dalla nave crociera ancora (e sempre) Max Pezzali.

C’è spazio anche per un premio alla carriera a Fausto Leali, che intona le sanremesi “Io amo” e “Mi manchi” mentre il fantasma di Pippo Baudo annuncia la storica “Deborah” del 1968. A tarda ora arriva l’omaggio a Ornella Vanoni: è la nipote Camilla Ardenzi a interpretare “Eternità” confermando quello che è stato chiaro fin dal’inizio: i giovani sono meglio.

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