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Venerdì 06 Febbraio 2026
“Carmina burana”, la parola e il segno. Il primo omaggio postumo a Collina
Arte A Villa Borletti di Origgio la mostra dedicata alle incisioni tratte dal testo medievale. Le opere presentate risalgono al 2004 e provengono dalla collezione di Milly Pozzi
Origgio
Un omaggio colto e sentito a uno degli artisti che hanno lasciato un’impronta significativa nella storia culturale del territorio lariano e italiano. Si inaugura oggi alle 17, al piano terra di Villa Borletti a Origgio, la mostra “Giuliano Collina – Carmina Burana”, primo appuntamento espositivo pensato per rendere omaggio all’artista comasco scomparso lo scorso 14 novembre all’età di 87 anni. L’esposizione sarà visitabile domani e ancora il 14 e il 15 febbraio, dalle 9.30 alle 12 e dalle 16 alle 18, a ingresso libero.
Le opere presentate provengono dalla collezione di Milly Pozzi, che di Giuliano Collina fu attenta estimatrice e convinta sostenitrice. Insieme a Elena Borghi, Pozzi ha voluto fortemente questo evento, concepito non solo come mostra, ma come occasione di memoria e restituzione pubblica dell’opera di un artista che ha saputo unire rigore formale, profondità espressiva e una visione personale del segno e del colore.
Fulcro dell’esposizione è la serie “Carmina Burana”, realizzata nel 2004, una raffinata cartella grafica composta da dieci incisioni a grande formato, eseguite con la tecnica dell’acquaforte e dell’acquatinta. Le lastre di rame, incise direttamente dall’artista, hanno dato origine a una tiratura limitata di soli cinquanta esemplari, sottolineando il carattere prezioso e quasi meditativo dell’opera.
Trasposizione visiva
Le incisioni costituiscono una trasposizione visiva dei celebri testi medievali dei secoli XI e XII, resi noti al grande pubblico soprattutto grazie alla cantata scenica di Carl Orff, composta tra il 1935 e il 1936 e rappresentata per la prima volta nel 1937, ottenendo fin da subito un enorme successo internazionale. Il componimento medievale aveva esercitato su Collina un fascino profondo e duraturo. L’artista seppe coglierne la forza simbolica e il senso ciclico dell’esistenza – la fortuna, il destino, l’amore, la natura – traducendoli in immagini di grande intensità introspettiva.
Il tratto deciso, talvolta aspro, si accompagna a soluzioni compositive essenziali, dove il contrasto tra segno e spazio bianco diventa elemento narrativo e poetico al tempo stesso. La stampa delle opere fu affidata alla storica stamperia d’arte di Paolo Aquilini, garanzia di altissima qualità tecnica.
Nato a Intra nel 1938, Giuliano Collina si era diplomato all’Accademia di Brera nei primi anni Sessanta. Stabilitosi a Como, città in cui ha sempre mantenuto il suo studio, ha affiancato all’attività artistica una lunga e appassionata esperienza didattica, insegnando all’Accademia Cignaroli di Verona e all’Università dell’Insubria, oltre a collaborare al corso di Mario Botta all’Accademia di architettura di Mendrisio. Pittore tentato dalla scultura e profondo conoscitore delle tecniche incisorie, Collina ha trovato nell’incisione uno dei linguaggi più congeniali, raggiungendo esiti di intensa liricità. Nei suoi lavori convivono visionarietà, suggestioni oniriche e una natura esuberante, resa attraverso cromie ricche o, come in questa serie, attraverso un segno incisivo che dialoga con la neutralità del fondo. La mostra di Villa Borletti restituisce uno degli aspetti più alti della sua produzione, offrendo al pubblico l’occasione di riscoprire un autore di grande spessore umano e artistico.
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