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Venerdì 06 Febbraio 2026
I rituali? Possono aiutarci a essere felici
Il libro Nel suo “Lettera dal Giappone” Marie Kondo esplora le grandi potenzialità delle piccole azioni quotidiane
Apprezzare, perfezionare, porre attenzione, assaporare, purificare e armonizzare possono sembrare semplici azioni quotidiane.
Ma, se vengono interpretate secondo i canoni legati ad arti, rituali e sensibilità giapponesi, possono trasformarsi in passi ineffabili e universali per ritrovare bellezza ed equilibrio interiore. Nel libro “Lettera dal Giappone” (Vallardi 2025) Marie Kondo, con Marie Iida, spiega in che modo l’immersione in questi sei intenti si profili come una via privilegiata per sviluppare consapevolezza, con un tocco di poesia. Per esempio, trovare gioia nei piccoli, evanescenti attimi che la natura ci offre, come passeggiare sotto una pioggia di petali di fiori di ciliegio, apprezzare con gratitudine ciò che consideriamo scontato o illimitato, oppure imparare calma, eleganza e presenza da una cerimonia può rivelarsi decisivo per incontrare profondità preziose e scoprire risorse sconosciute.
Non si tratta di fare propri codici di comportamento, abitudini o rituali lontani dalla cultura o dalle tradizioni a cui ci si sente legati, ma semplicemente di trarre ispirazione per spunti inconsueti e nuove visioni esistenziali. E l’autrice parte dall’azione più potente e luminosa: la capacità di “saper apprezzare”.
Non servono grandi gesti
Ma cosa? Le manifestazioni minime, per esempio, quelle impercettibili a uno sguardo reso impermeabile dalla fretta, dallo stress e dagli affanni. In realtà, godere ed essere grati per i sorprendenti spettacoli che la natura offre nel susseguirsi delle stagioni regala calma e placida contemplazione: il rumore della ghiaia croccante scaldata del sole estivo mentre si visita un luogo incantato, la visione dell’infuocato foliage autunnale o l’apprezzamento per il profumo di una zuppa fumante osservando un paesaggio candido di neve può placare, lenire e rincuorare.
E come si fa, invece, a “perfezionare” un atteggiamento, uno sguardo o un movimento con eleganza e grazia? Tra i vari modi illustrati dall’autrice, la cerimonia del tè giapponese aiuta a sperimentare l’arte di aspirare alla perfezione e alla misura. Ma non c’è bisogno di ripercorrere il complesso rituale nipponico per riuscire a trasformare il semplice atto di bere un tè in uno strumento per la scoperta di sé: la scelta della decorazione delle tazze e dei dolcetti seguendo la stagionalità, la preparazione dello spazio di degustazione da soli o in compagnia, la capacità di creare un luogo pervaso dal silenzio o dallo scorrere di una lenta e amichevole conversazione, tutto può contribuire a perfezionare ogni singolo gesto fino a sviluppare un’attitudine che finisce per permeare ogni aspetto della vita.
Sempre considerando gli altri
Per imparare a “porre attenzione” si può partire, invece, dalla cura e dal rispetto per gli spazi condivisi. Kondo descrive, per esempio, il comportamento dei giapponesi mentre vivono, con lentezza e abbandono, il piacere di immergersi in una sorgente termale detta “onsen”, un luogo di totale relax dove è possibile godere di acque naturalmente calde e ricche di minerali, come pure di pasti essenziali e squisiti.
In questo caso, la capacità di sviluppare attenzione e gentilezza riguarda sia le cure dispensate dagli operatori che rendono indimenticabile il soggiorno, sia il rispetto e l’accuratezza da parte dei clienti nel beneficiare di un luogo pubblico: abbigliamento adeguato, toni bassi, cellulari silenziati e la capacità di usufruire degli accessori condivisi lasciandoli in perfetto ordine regalano la possibilità di godere di una tranquillità impareggiabile, presupposto essenziale per stimolare la creatività, in qualsiasi ambito ci si trovi.
Poi, per comprendere come “assaporare” ogni aspetto della vita, Kondo parte proprio dal cibo, in particolare da quello contenuto nel bentō - qualcosa di molto simile alla milanese “schiscetta” - che contiene le delizie da gustare al lavoro o a scuola.
Creatività, equilibrio nella combinazione dei sapori e impatto visivo caratterizzano le pietanze che divengono opere d’arte e che esprimono, soprattutto, l’amorevole cura nella preparazione di ciò nutre non solo il corpo, ma anche il cuore del destinatario del piccolo pasto artistico. Poi, per creare piccole oasi di pace e di contemplazione, l’autrice presenta, come quinta azione, la “purificazione” degli spazi: tra i diversi metodi presentati, il “kōdō” è uno dei rituali più potenti utilizzato persino dai comandanti militari giapponesi del passato. Dopo aver aerato l’ambiente, accendere un delicato bastoncino di incenso non solo profuma e solleva, ma riporta centratura e attenzione.
Conta l’armonia
Quando manca l’ispirazione, oppure ci si sente esausti o bloccati, quella sottile spirale di fumo che si leva verso il cielo libera, alleggerisce e può persino suggerire idee sorprendenti. E per vivere al meglio situazioni e relazioni, l’arte di “saper armonizzare” risulta decisiva: ci si può riuscire anche con le sole parole, scegliendo accuratamente non solo forma e tono di voce, ma anche i vocaboli in grado di arrotondare la comunicazione con parole cuscinetto tanto care allo spirito nipponico.
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