Il teatro risveglia i “fantasmi”: a Villa Monastero visite speciali
Una monaca cistercense e la cameriera della nipote di Manzoni: rivivono a Varenna i personaggi storici della casa museo: Quattro repliche sold out
A villa Monastero a Varenna domani (sabato 21 marzo) va in scena la sua vita segreta nella seconda giornata di visite teatralizzate, in programma alle 14 e 15.30. Il racconto del giornalista Pietro Berra, accompagnato dalle note di Andrea Pizzamiglio, vi porterà tra le sale della casa museo a incontrare chi ha vissuto qui. Il musicista infatti suonerà un misterioso organetto in grado di evocare i personaggi del passato.
La trama
Nello spettacolo, voluto e prodotto dalla Provincia di Lecco e allestito dall’associazione Sentiero dei Sogni, Berra è (quasi) se stesso, cioè un giornalista che sta scrivendo un libro su villa Monastero e che per renderlo più vivace vorrebbe intervistare i proprietari, ma non può perché sono tutti morti. Così chiede aiuto al maestro Pizzamiglio, musicista caratterizzato da una singolare somiglianza con Giuseppe Garibaldi, che con uno strumento comprato in Egitto, è in grado di risvegliare la “vita segreta” dei luoghi. Del resto, come ricorda Berra agli spettatori, i fantasmi sono una cosa seria, se Plinio il Giovane, presunto proprietario di una villa romana trovata al confine tra Varenna e Lierna, aveva scritto al più saggio dei suoi amici, Licinio Sura, una lettera in cui gli chiedeva se credesse nella loro esistenza, se avessero delle sembianze umane e se fossero in grado di compiere azioni proprie.
Il viaggio nel tempo spazia dal XII secondo, quando venne costruito il monastero cistercense, fino agli anni d’oro di sontuosa residenza nobiliare tra Ottocento e Novecento. Il giro parte dalla loggia vicino alla biglietteria, con tappa sotto la magnolia secolare, davanti alla villa, piantata circa trecento anni fa. Il percorso si declina tra evocazioni mancate e colpi di scena. Nella Sala Fermi, al piano terra, coincidente con l’ex chiesa del monastero di Santa Maria Vergine, appare una monaca, interpretata da Sarah Paoletti, che si dice sconvolta per la distruzione dell’edificio sacro di cui rimane solo un affresco in una nicchia. Si prosegue nella Sala Nera, dove ai tempi di Walter Kees, il proprietario che ha plasmato la villa tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, c’era la sala da pranzo, e dove invece la monaca racconta spazi e consuetudini dei suoi tempi. Nella Sala Rossa appare la cameriera della baronessa Carolina Maumary (l’attrice Marta Caronti) che qui visse nella seconda metà del XIX secolo. Lei porta i partecipanti a scoprire il salottino Mornico con le scene dei Promessi Sposi, caro alla sua padrona che era nipote del Manzoni e cognata di Massimo D’Azeglio. Poi si va alla ricerca della Sala della Musica, si raggiunge il primo piano e lo si percorre tutto finendo nel favoloso bagno di Re Faruk. Non mancano coinvolgimenti del pubblico, invitato tra le alt re cose, a mandare a memoria una citazione cara a Kees: «L’uomo moderno abita e dorme nel Settecento, ma cena nel Cinquecento, a volte fuma il sigaro e beve il caffè in Oriente mentre fa il bagno a Pompei o nell’antica Grecia». Le visite teatralizzate hanno debuttato domenica scorsa con le prime due rappresentazioni, suggellate da un convinto applauso del pubblico. Prenotabili sul sito di Villa Monastero (www.villamonastero.eu), sono già sold out anche le due repliche di domani.
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