L’acqua alta a Venezia e la storia di “Piccolo Orso”: «Sono legati, entrambi effetti del cambiamento climatico»

Scienza Cairns è un ricercatore del Cnr che ha partecipato alla scrittura dell’opera per bambini nel progetto di Opera Domani. Al Sociale ha tenuto un incontro su “Il respiro affannoso del ghiaccio”, tema della storia sul palco

«Chi sa cosa sono il cambiamento climatico e il riscaldamento globale? Chi conosce la differenza tra i due?». Con queste domande Warren Raymond Lee Cairns, ricercatore dell’istituto di Scienze Polari del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), ha aperto l’incontro “Il respiro affannoso del ghiaccio. Cambiamento climatico: una lezione necessaria”.

E la sua lo è stata, una lezione necessaria, nella misura in cui per affrontare un tema così complesso è innanzitutto doveroso fare ordine e chiarezza. Per la stessa esigenza di correttezza scientifica Cairns ha partecipato allo sviluppo dell’opera civica “Piccolo Orso e la Montagna di ghiaccio” di Opera domani, per il quale è stato di fondamentale importanza il contribuito dell’istituto di Scienze Polari. Arrivata alla sua trentesima edizione, l’iniziativa di Opera Domani, nata a Como da un’idea di Barbara Minghetti, oggi vice presidente di Aslico, coinvolge i bambini dai 6 ai 14 anni come spettatori dell’opera. Il ricercatore e chimico ambientale ha contribuito alla scrittura e alla sceneggiatura dello spettacolo, ha curato il percorso didattico per docenti e bambini, veri protagonisti della rappresentazione al Teatro Sociale che intreccia l’educazione civica con musica, scienza e sostenibilità.

La precisione della ricerca

È in questo contesto che si è collocata la proposta di una lezione aperta alla cittadinanza sul tema del cambiamento climatico: giovedì nel Foyer del Teatro Sociale, Cairns ha spiegato che il cambiamento climatico «si riferisce a variazioni delle temperature a lungo termine» mentre il riscaldamento globale è «il riscaldamento della superficie terrestre a lungo termine», evidenziando come non si tratti di espressioni sinonimiche e come sia «anche colpa nostra, anche di chi è qui in questa stanza».

Del resto, è da più di un secolo che siamo stati avvisati: il primo allarme fu lanciato nel 1912 sul quotidiano “The Rodney Otamatea Times” che predisse che il consumo di carbone avrebbe prodotto abbastanza anidride carbonica da riscaldare il clima. Prima però la teorizzazione e la scoperta sperimentale dell’effetto serra a metà Ottocento e verso la fine dello stesso secolo fu calcolata per la prima volta la capacità di assorbimento di calore dell’anidride carbonica e il suo preoccupante impatto sulle temperature. Oggi, ha detto Cairns, l’aumento delle temperature è testimoniato e confermato dalla scienza e dai suoi risultati sperimentali rilevati attraverso termometri, stazioni meteo e satelliti. Ma anche dall’arte: nel XVII secolo Canaletto dipinse Venezia registrando quale fosse il livello delle acque della laguna al tempo. Ora dal confronto emerge un innalzamento di circa 1 metro. L’innalzamento delle acque è una conseguenza del riscaldamento globale che provoca lo scioglimento dei ghiacci: quello che accade a Venezia, accade anche a Piccolo Orso, in forme diverse ma correlate. Nel 2019 in Islanda si è tenuto il primo funerale ufficiale per un ghiacciaio estinto, l’Okjökull: evento che dimostra quanto e come l’umanità abbia distrutto la «stabilità climatica, durata 10 mila anni, che ha permesso il suo stesso sviluppo e progresso». Si può dire che quella di Cairns sia stata davvero “una lezione necessaria”.

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