L’Odissea di Nolan conquista Como: tutto esaurito per la versione in inglese e successo di vendita nel weekend
Il film Sale al completo ieri sera sia a Camerlata che ad Arosio per la pellicola in lingua originale. Nel weekend “The Odyssey” ha già incassato 7,5 milioni in Italia, scatenando discussioni accese
Lettura 2 min.
Como
I comaschi non si sono lasciati sfuggire l’occasione per vedere il nuovo film del celebre regista britannico Christopher Nolan (già autore, tra gli altri, di Oppenheimer, Interstellar e della trilogia del Cavaliere Oscuro), approdato in lingua originale anche qui. Tutto esaurito ieri sera al Cinelandia di Camerlata per la versione in lingua originale del film ispirato al poema omerico composto almeno 2.700 anni fa. Stessa situazione - sempre per la versione in inglese - al Cinelandia di Arosio, mentre per la versione doppiata del film ieri sera sia a Camerlata che Arosio ma anche al The Screen Cinemas di Montano Lucino, dopo giorni di biglietti difficili da trovare, qualche posto era ancora disponibile.
Ma il successo del film, uscito giovedì scorso, dopo il primo weekend in sala è già storico per Nolan: è la pellicola che ha venduto più biglietti al debutto per il pluripremiato regista britannico con 264 milioni di dollari di incassi in tutto il mondo, di cui circa 7,5 milioni in Italia. Sui giornali, online e sui social sono moltissime le recensioni più o meno accreditate del film. Chiunque vuole parlarne e vuole far sapere di averlo visto: per esempio, Matteo Renzi, ex presidente del consiglio, tra un post con dichiarazioni politiche e l’altro, ne ha pubblicato anche uno per dire di aver visto “The Odyssey” e di considerarlo «un film bellissimo sull’uomo, sulla leadership, sulla vita, sulla guerra, sulla civiltà».
Spettacolare ma anche criticato
Nonostante molti critici che lo hanno visto in anteprima lo abbiano generalmente apprezzato, ci sono stante anche diverse critiche sulla rivisitazione nolaniana di una storia che ha segnato la cultura occidentale.
Tra episodi mancanti ma considerati centrali - due in particolare, senza spoiler, uno riferito all’incontro del protagonista con Polifemo e l’altro a quello con i Feaci - e considerazioni sull’approfondimento psicologico dei personaggi, considerati da alcuni critici piatti, si tratta di critiche che giudicano il film tramite un confronto piò o meno diretto con il poema omerico.
«È una specie di film sui supereroi» ha commentato per esempio Catherine Shoard, responsabile della sezione Cinema del quotidiano britannico The Guardian, in particolare riferendosi alla scena finale della lotta tra Ulisse e i Proci (i pretendenti di Penelope, moglie del protagonista dell’Odissea), che per la giornalista «sembra una specie di computer game».
Perché ci colpisce
La tentazione di verificare che il film sia “all’altezza” del poema omerico non riguarda solo i critici, ma anche gli spettatori comuni, soprattutto in Italia, dove lo studio dell’Odissea è previsto fin dalle scuole medie e in modo più approfondito al liceo. Il fascino e l’affetto per episodi specifici del poema (tra l’altro, proprio quelli che più frequentemente compaiono nelle antologie scolastiche) una volta in sala deve fare però i conti con alcune idee molto personali e riconoscibili del regista, che nel film, pur non prendendosi molte libertà, approfondisce alcuni dei temi da sempre al centro della sua produzione. Uno su tutti la riflessione di un uomo geniale sulle conseguenze delle proprie intuizioni e sul sacrificio che impongono alla collettività.
Si può dire insomma, senza anticipazioni, che il motivo per cui il film sta facendo molto discutere, oltre alla sua indiscussa spettacolarità, è che parte da una storia antica e cara a molti per arrivare a un’analisi molto contemporanea e che tocca da vicino gli spettatori.
© RIPRODUZIONE RISERVATA