Omaggio a Salgado un anno dopo: “Ghiacciai” come poesie in bianco e nero

Mostre Il Forte di Bard (Val d’Aosta) celebra con 54 immagini il grande fotografo brasiliano scomparso a Parigi nel 2025

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A un anno dalla scomparsa, il Forte di Bard celebra fino al 27 settembre l’opera del grande fotografo brasiliano Sebastião Salgado, attraverso immagini dedicate ai più importanti ghiacciai del mondo.

Famoso per gli scatti in bianco e nero, negli anni recenti Salgado ha consacrato il suo lavoro alla documentazione di uno degli ecosistemi più suggestivi e allo stesso tempo più a rischio: quello delle nevi perenni.

La mostra “Ghiacciai”, curata dalla moglie Lélia Wanick Salgado (una delle più grandi autrici, produttrici cinematografiche e ambientaliste brasiliane) e prodotta in collaborazione con Contrasto, si compone di 54 immagini di grande formato affiancate da un omaggio al fotografo attraverso un video e un esteso apparato biografico.

Il progetto rappresenta un’occasione unica di conoscenza e approfondimento della poetica dell’artista e, allo stesso tempo, offre la possibilità di affrontare uno dei temi più urgenti del nostro tempo, quello del cambiamento climatico, cui il Forte di Bard (da visitare anche il bellissimo borgo sottostante) dedica da anni iniziative di divulgazione scientifica.

Instancabile testimone di un’epoca

Sebastião Salgado (Aimorés 1944 - Parigi 2025) non è stato solo un fotografo, ma un testimone instancabile della nostra epoca: attraverso il suo sguardo di attivista e umanista, ha documentato le metamorfosi sociali ed economiche del mondo.

«In questo progetto - spiega la curatrice - ha rivolto l’obiettivo verso la bellezza vulnerabile delle nevi perenni, immortalando in centinaia di scatti uno degli ecosistemi più affascinanti e minacciati del pianeta». L’esposizione di Bard offre un duplice approccio: «Permette di esplorare l’opera dell’artista e invita alla riflessione sul cambiamento climatico. I monitoraggi dagli anni ’60 hanno mostrato una costante e significativa riduzione delle masse glaciali, portando all’estinzione di molti ghiacciai, elementi essenziali per il clima e il ciclo idrologico».

Un patrimonio a rischio

Salgado cattura la bellezza mozzafiato di questo patrimonio ambientale a rischio: dalla Penisola Antartica al Canada, dalla Patagonia all’Himalaya, dalla Georgia del Sud fino alla Russia, le sue immagini ritraggono, in un bianco e nero poetico e ricco di contrasti, luoghi che negli anni sono al centro delle attenzioni dei ricercatori che indagano la storia geologica del pianeta, così come le conseguenze della crisi climatica e del riscaldamento globale. Salgado ci propone un nuovo tributo visivo che «ci invita ancora una volta a riflettere sull’importanza della salvaguardia degli ecosistemi, attraverso comportamenti più rispettosi e consapevoli nei confronti della natura».

Il Forte di Bard è aperto dal martedì al venerdì dalle 10 alle 18; sabato, domenica e festivi 10-19. Il biglietto intero costa 15 euro (ridotto 12) e include altri due spazi espositivi a scelta all’interno del Forte. Gratis gli under 18. Info: www.fortedibard.it

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