«Un disco speciale per me, racconta in musica l’idea di sentirsi vivi»

L’intervista Riccardo Cocciante sarà ospite a Cernobbio in tour estivo. Nel nuovo album canta «il tempo che attraversiamo, subiamo e inganniamo»

Non ho scelto questa vita, è la canzone che ha scelto me». Lo dice spesso nelle interviste Riccardo Cocciante, artista poliedrico e compositore di fama internazionale, lo ha ricordato persino nel docufilm sulla sua vita, andato in onda recentemente su Raiuno per celebrare i suoi 80 anni, compiuti il 20 febbraio.

Sembra incredibile che questo piccolo grande uomo, dalla celebre cascata di riccioli, abbia festeggiato un compleanno così importante. E, come sempre, lo ha fatto insieme al suo pubblico, con la tournée di Notre Dame de Paris, in scena fino al 29 marzo al teatro degli Arcimboldi di Milano (biglietti da 35 euro su Ticketone), con un nuovo album di inediti, in uscita il 13 marzo e con un attesissimo tour di concerti estivi che toccherà anche Cernobbio (www.vivoconcerti.com).

Cocciante, è la musica che la tiene giovane?

Quando ero ragazzo non parlavo molto, ero introverso, quindi la musica è diventata improvvisamente un linguaggio, un modo di esprimermi. Quando mi alzo la mattina, magari metto le mani sul pianoforte e canto, è come un’isola in cui mi rifugio.

Cosa la ispira?

L’ispirazione per me è una bolla di sapone: passa un minuto e può sparire tutto e si trasforma in niente ad un certo punto. Quindi bisogna imprimere subito questo momento, che è un momento magico bellissimo. Certe volte passo delle ore a recuperare la verità dell’inizio e a capire cosa era quella ispirazione iniziale che poi cerco di riprodurre.

È così che è nato il suo album di inediti, “Ho vent’anni con te”, uscito con Sony Music Italy e la sua storica etichetta Boventoon?

È un disco speciale, soprattutto perché alla mia età normalmente ci si ferma e non si fa più nulla. Io invece voglio ancora esprimermi e dire qualcosa. Sono dodici canzoni che ho composto in tutto questo periodo e che volevo assolutamente far sentire al mio pubblico.

Quali sono i temi?

È un racconto musicale che esplora il sentirsi vivi attraverso l’amore e la musica, temi centrali evocati attraverso ballate malinconiche, atmosfere musicali suggestive e metafore poetiche. Il disco parla del tempo e di come l’essere umano lo attraversa, lo subisce e, a volte, riesce ad ingannarlo. Ogni brano è stato registrato in presa diretta: i musicisti suonavano e io cantavo, proprio come accade durante un’esibizione dal vivo.

Questa estate tornerà a esibirsi live con una tournée open air, che passerà da Cernobbio.

Sì, martedì 14 luglio sarò a Villa Erba sul lago di Como dopo molto tempo. È bello per me tornare in un posto, sarà come riesplorarlo, quindi il pubblico riscoprirà me e io riscoprirò loro, sarà bellissimo!

Intanto si gode il successo di Notre Dame, che ha riportato in scena dopo quasi 25 anni.

Li festeggeremo a Roma a gennaio del prossimo anno. Per me continuare a portarlo in scena, dopo tanti anni, è un’emozione grandissima. Un successo che all’inizio nemmeno io e Luc Plamondon (autore dei testi adattati in italiano da Pasquale Panella, ndr) avremmo mai immaginato.

Cosa rende questo spettacolo unico e senza tempo?

Ho definito Notre Dame un’opera popolare moderna. La sua grande qualità è la sua unicità: non assomiglia a niente. Un’altra qualità è il grande numero di pezzi cantabili che ci sono dentro. Molte volte nei musical ci sono due o tre pezzi di base e poi gli altri sono dei recitativi, mentre Notre Dame è un susseguirsi di canzoni, canzoni, canzoni. Inoltre, è un’opera che mette al centro temi universali, come l’emarginazione, la paura del diverso, il peso dei pregiudizi e naturalmente l’amore. L’amore tragico e impossibile del gobbo Quasimodo (Giò Di Tonno) per Esmeralda (Elhaida Dani, cantante albanese vincitrice della prima edizione del programma The Voice of Italy in cui Cocciante era coach, ndr). Notre Dame è stato scritto senza inserirlo in un tempo preciso e senza inseguire le mode del momento. Forse proprio per questo ha la fortuna di continuare a vivere, tradotto in nove lingue: perché è fuori dal tempo.

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