Il mondo è più bello raccontato dai ragazzi

La rubrica Ogni venerdì sul sito del giornale i video di “Up!”: il territorio visto e narrato con gli occhi dei giovani

Nel film d’animazione del 2009 “Up!”, l’anziano Carl Fredriksen dopo un lungo periodo di depressione seguito alla morte della moglie, amatissima, parte all’avventura con il giovane scout Carl Russell. I due, per far sì che il viaggio sia possibile, realizzano l’impossibile: fanno sollevare la casa dell’anziano con un’enorme quantità di palloncini, smuovendo così il vecchio Friedricksen dalla fatale immobilità seguita al dolore del lutto.

Al di là della tenerezza sconfinata che questa storia sa suscitare, a smuovere gli animi c’è anche la capacità di cambiare prospettiva per provare a cambiare le cose. Che è il senso di fondo di “Up! Storie di ragazzi in movimento”, una nuova rubrica video da inizio gennaio presente sul sito del giornale laprovinciadicomo.it. Non a caso il titolo della rubrica richiama quello del film, così come il suo manifesto grafico: un “mazzo” gigante di palloncini solleva la città di Como, prendendola dal suo punto più elevato, la torre del Baradello.

Funziona come immagine per due motivi: in primis, perché ci porta a scoprire il territorio comasco senza la pressione della cronaca, ma bensì sulla scia della curiosità e dell’approfondimento; e poi perché a raccontarlo, il territorio, questa volta sono i giovani. Età compresa tra i 18 e i 22 anni, i comaschi entrati a far parte de progetto si sono fatti avanti da un’esperienza fertile, come quella della YouthBank Como, che grazie alla mediazione del responsabile Alessio Sala Tenna, si è sposata presto con la cooperativa Dreamers di Paolo Lipari.

«Fondazione Comasca mi ha chiesto di dare una mano ad alcuni giovani youthbanker sul fronte della comunicazione - spiega quest’ultimo - poi però conoscendo da vicino questi ragazzi mi sono reso conto di una verità importante».

E cioè che, a dispetto di quanto siamo abituati a dirci o a sentirci dire, non è affatto vero che le nuove generazioni sono pigre, svogliate, nullafacenti. «Questo è un alibi spudorato del mondo adulto nel sottrarsi alle proprie responsabilità. Sarò sincero: raramente ho visto ragazzi mettersi in gioco con così tanta iniziativa. E poi a fronte di quello che hanno passato durante la pandemia... poteva essere un ostacolo alla loro carriera, invece ha stimolato in loro una voglia di recuperare il tempo perso e usare le energie in modi sorprendenti».

Quali? La rubrica “Up! Storie di ragazzi in movimento”, che da gennaio in avanti si arrichirà ogni venerdì di nuove puntate, disponibili sull’homepage del sito o nella sezione omonima, mira a raccontare il territorio comasco passando dagli occhi dei ragazzi.

«Siamo noi a scegliere i soggetti delle puntate - spiega Sabina Borgnetto, 22 anni, che ha aperto le danze con un servizio dedicato al ristorante “Da noi” a Como, dove tra i dipendenti ci sono anche persone con disabilità - ci basiamo sui contatti che già abbiamo, su quelli che Fondazione Comasca ci mette a disposizione e poi tanto sul passaparola».

A muoverli però - che è una parte indispensabile di questo progetto dove sono i ragazzi ad andare in prima persona sul posto, per capire, parlare, confrontare - sembra essere un bisogno che forse proprio negli anni di pandemia affonda le radici. «Come? 41mila visualizzazioni su Instagram? - Sabina è scioccata dopo aver saputo i numeri fatti dal breve trailer della puntata di cui si è occupata, pubblicato sui social del giornale - Sono tantissimi, non me lo aspettavo. Però al di là dei numeri, che contano fino a un certo punto, la cosa che mi piace di più è poter trasmettere un messaggio in cui credo, avere una piattaforma che amplifica la mia voce e con la mia voce raccontare queste realtà così belle».

Up! Storie di ragazzi in movimento: prima puntata... Da noi. Video

Storie che valgono e che dicono di un territorio dove per i giovani è sempre più difficile vivere. Un territorio da cui molti scappano, a proposito di movimento.

«A me questi ragazzi piacciono perché non si vogliono arrogare il titolo di “movimento” - spiega Lipari - ma hanno il coraggio di stare in movimento e di farlo assaporando la bellezza dell’incontro con scrupolo e attenzione verso l’altro». Caratteristiche che si respirano anche nella seconda puntata della rubrica, in onda da venerdì scorso in cui la diciottenne Ohri Koxhaj intervista una giovanissima studentessa ucraina, arrivata a Como insieme a un gruppo di giovani connazionali per conoscere da vicino la YouthBank nostrana. Nell’intervista, condotta tra gli interni e il parco di Villa del Grumello, Ohri chiacchiera con la quindicenne Diana sulla sua quotidianità in questi anni di guerra, difficilissimi per il suo Paese.

«Sono ragazzi con le qualità migliori che l’umanità possa esprimere - continua Lipari - perché sono curiosi, empatici, attenti...». Ed entusiasti, sembra giusto aggiungere. Come si capisce dal tono della voce di Sabina mentre fa un bilancio, anche se iniziale, di questo progetto: «“Up!” è un’occasione unica: mette al centro noi giovani, fa sentire la nostra voce, e ci insegna a raccontare il territorio al fianco di esperti».

Up! Storie di ragazzi in movimento. Diana, l’Ucraina e la quotidianità in guerra.

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