Medicina, numero aperto e semestre filtro: cos’è cambiato nelle spese delle famiglie?

Università Dai corsi privati per arrivare pronti alle prove di chimica, fisica e biologia, fino al costo del trasferimento per la durata delle lezioni “aperte” e poi, una volta ufficialmente iscritti, le tasse vere e proprie

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Da quando, nell’anno accademico scorso, il 2025-2026, il corso universitario di Medicina è passato dal numero chiuso al semestre filtro che permette a chiunque di iscriversi al corso ma solo a chi passa gli esami di metà anno di proseguire (a settembre dell’anno scorso gli iscritti erano 54mila per un totale di poco più di 24mila posti disponibili), sono cambiati anche i costi che le famiglie devono sostenere per permettere ai figli di frequentare le lezioni.

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Immatricolazione precaria

Innanzitutto, la spesa iniziale non è più come in passato quella di un singolo test d’ingresso, ma di una vera e propria immatricolazione: tutti gli studenti che si iscrivono al semestre filtro devono pagare una cifra forfettaria a livello nazionale di 250 euro. Dal pagamento dei 250 euro possono essere esentate le persone che hanno un Isee inferiore a 22.000-24.000 euro, ma la domanda di esenzione deve essere presentata con largo anticipo, indicativamente tra luglio e agosto.

A questa cifra di immatricolazione si aggiunge il costo “burocratico” della seconda iscrizione obbligatoria, ovvero il corso di laurea alternativo che lo studente deve indicare al momento dell’iscrizione al semestre filtro di Medicina e che costituirà di fatto il suo “piano B” nel caso non dovesse passare le tre prove indicate dal ministero. Questa seconda voce di costo è più contenuta: l’iscrizione al corso alternativo infatti è gratuita per la durata del semestre filtro, ma potrebbero esserci costi “burocratici”, legati, per esempio alle marche da bollo. Quindi, completata questa prima fase, iniziano le lezioni.

Il costo di arrivare preparati

La difficoltà degli esami del semestre filtro è emersa lo scorso anno con l’esigenza da parte del ministero di modificare le proprie regole e introdurre una sanatoria che permettesse anche a chi non aveva supera uno o due dei tre esami (chimica, fisica e biologia) di proseguire gli studi riprovando a superare la prova con un terzo appello, visto l’alto numero di bocciature. Non è questo l’unico dato che ha reso evidente la difficoltà in cui si trovano gli studenti durante il semestre filtro: la sopravvivenza dei corsi privati offerti da aziende che esistono da molto tempo e che in passato preparavano gli studenti al test di ingresso, mentre ora si sono adattati alle nuove esigenze. L’anno scorso, il ministero aveva presentato la propria riforma del corso universitario di Medicina anche come la fine di questi corsi privati e molto cari, ma così non è stato: Cepu, Alpha Test, UniD Formazione, MedCampus e Testbusters hanno continuato a esistere. Per prepararsi al semestre filtro ci sono pacchetti personalizzati che vanno da 2.400 a 4mila euro, lezioni on demand decisamente più economiche con costi compresi tra 200 e 800 euro e una via di mezzo, ovvero i corsi online in diretta e comunitari con cifre comprese tra 1.500 e 2.500 euro.

Esistono anche alternative gratuite, che per il momento però non risulta abbiano intaccato il mercato dei corsi privati. La conferenza dei Rettori delle Università Italiane, in collaborazione con il ministero dell’Università e della Ricerca e con il consorzio interuniversitario CISIA, ha messo a disposizione una piattaforma nazionale gratuita per la preparazione al semestre aperto: www.semestreaperto-medodovet.it. Il portale offre contenuti didattici, esercitazioni, strumenti di autovalutazione, moduli formativi, simulazioni delle prove d’esame. A questo servizio si aggiungono le diverse attività formative e di tutoraggio promosse gratuitamente all’interno dell’università.

L’incertezza

Molti studenti devono trasferirsi anche per svolgere il semestre filtro: un altro costo importante per le famiglie dei fuori sede, soprattutto per chi frequenta l’università nelle città del Nord Italia. Non solo, si tratta di spese sostenute in un clima di sostanziale incertezza: non è detto che l’investimento sia a buon fine, perché lo studente potrebbe non riuscire a superare le prove del semestre filtro.

Dopo il superamento della prova

Le tasse universitarie delle principali università pubbliche lombarde per il corso di Medicina possono arrivare fino a 3mila euro, ma il costo varia in base all’Isee. Si spendono circa 3mila euro se si appartiene alla fascia più alta, ovvero con un Isee superiore ai 60mila euro; tra 1.000 e 2.500 euro annui se l’Isee è compreso tra 30 e 60mila euro, mentre per chi ha un Isee inferiore ai 22mila euro i contributi universitari sono ancora più bassi. In sei anni, solo per le tasse universitarie uno studente di Medicina arriva a costare fino a 18mila euro, se si trova nella fascia di Isee più alta. Sono costi a cui bisogna aggiungere in ogni caso quelli legati ai libri di testo, che annualmente si aggirano secondo le stime tra 300 e 800 euro.

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