L’ex marito cambia verità. «Io, a casa quando è morta ma non mi sono accorto»

Il giallo della piscina. In cella per omicidio prova ad aggiustare la sua versione smentita dalle prove. Nuovi sopralluoghi nella villa di Buccinigo per ricostruire la dinamica dei fatti

Erba.

Cambia nuovamente versione, Carmine Civitillo. Lo aveva già fatto, da uomo libero. Lo ripete da dietro le sbarre, rispondendo alle domande del giudice. Una versione che, detta fin da subito, avrebbe forse reso più complicato accusarlo di omicidio volontario. Ma che ora, a fronte di quanto emerso in questo mese abbondante di indagini, suona come un aggiustamento in corsa che rischia di essere poco credibile.

L’ex imprenditore di 76 anni aveva raccontato, il giorno in cui i soccorritori intervengono per constatare la morte per annegamento di Patrizia Monteleone, moglie dal quale si era separato ormai da anni, di essere uscito di casa presto per accompagnare la figlia in stazione e di essere rientrato a casa a mezzogiorno dopo essere stato a Lecco dove aveva incontrato il suo assicuratore. Una volta varcato il cancello ha detto di aver visto il corpo dell’ex moglie in piscina, la sedia a rotelle della donna (da due anni affetta da emiparesi a causa di un ictus) sul bordo della piscina e, quindi, di aver chiamato subito il figlio per informarlo.

Quella sera stessa, a fronte del fatto che i Carabinieri avevano notato come la carrozzina fosse fradicia, Civitillo aveva cambiato parzialmente versione: uscito presto, rientrato a mezzogiorno, ma di aver trovato la sedia a rotelle in acqua. Di essere entrato in acqua, di aver tirato fuori la sedia, ma di non essere riuscito a fare lo stesso con l’ex moglie.

Nel corso delle indagini i Carabinieri del Nucleo investigativo di Como sono riusciti a trovare un video utilissimo per le indagini: la telecamera di un vicino aveva ripreso l’auto di Civitillo rientrare a casa poco dopo le 10 del mattino e non uscirne più. Una clamorosa smentita alla ricostruzione data in precedenza e sulla quale il giudice che ha ordinato la carcerazione ha insistito particolarmente.

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«L’ho vista in giardino»

Ecco, quindi, la terza versione. Vero, ha detto, sono rientrato a casa poco dopo le 10. E in effetti - ha proseguito - ricordo di aver visto la mia ex moglie in giardino a fumare sulla sua sedie a rotelle. Quindi Civitillo, a suo dire, sarebbe salito al secondo piano senza accorgersi della caduta in piscina della donna. E questo a dispetto di almeno due testimoni, vicini di casa, che hanno riferito di aver sentito invocazioni di aiuto attorno alle 10.30. Una testimone addirittura ha riferito di aver sentito gridare: «Aiuto Luca». E coincidenza vuole che Luca sia il compagno della figlia sia di Civitillo che di Patrizia Monteleone. Come mai la donna non ha urlato: «Aiuto, Carmine?».

In ogni caso l’inchiesta non è finita. Ancora ieri, così come nei giorni passati, alcuni tecnici incaricati dalla Procura di Como - l’indagine è coordinata dal pubblico ministero Alessandra Bellù - hanno effettuato sopralluoghi, misurazioni, rilievi all’interno della villa e nel giardino di Buccinigo. Gli investigatori, infatti, hanno chiesto una consulenza sulla dinamica di quanto avvenuto e la compatibilità con la tesi del suicidio da parte della vittima o, invece, di un omicidio da parte di qualcuno. Nella fattispecie dell’ex marito che continua a negare ogni contestazione.

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