Qualità della vita al primo posto: Locarno e Mendrisio gli esempi
Il tema C’è sempre maggiore interesse ad adottare provvedimenti a misura di cittadini e per tutte le fasce sociali
Il tema
Sempre più a misura d’uomo, al lavoro su se stesse per capire come migliorare la qualità della vita e affrontare punti chiave come la sostenibilità e l’inclusione. Sono le città svizzere che in questo periodo più che mai stanno adottando diverse misure per capire l’apprezzamento dei cittadini, ma anche per garantire appunto l’accessibilità a tutte le fasce, a tutte le persone e a tutte le famiglie. Da Locarno con il suo sondaggio e sulla partecipazione dei cittadini alla costruzione del proprio futuro, a Mendrisio che vuole migliorare l’inclusione.
City Statistics
e l’indagine sulla popolazione
Ma qual è la situazione nelle città svizzere? Per che cosa si differenziano l’una dall’altra? C’è uno strumento che viene costantemente aggiornato a questo riguardo.
Si tratta di City Statistics, un progetto di Eurostat a cui la Svizzera partecipa con le sue dieci città più grandi. Fornisce informazioni e raffronti su diversi aspetti delle condizioni di vita in circa 900 città europee e nelle loro zone urbane.
Tra le città elvetiche misurate c’è anche Lugano, “fotografata” per la partecipazione alle votazioni federali e alle elezioni del Consiglio nazionale da parte dei cittadini, pari al 46%. Nell’ultimo aggiornamento, Ginevra viene registrata con una percentuale di boschi e spazi ricreativi, pari al 19%. Winterthur conta 437 metri al negozio alimentare più vicino. Mentre San Gallo ha 12 medici ogni mille abitanti: roba da sogno oltre la frontiera. Come pure Lucerna, dove il 23% degli abitanti va al lavoro in bicicletta. Losanna ha 5,5 cinema ogni 100mila abitanti. Berna conta un tasso d’attività pari all’84%, mentre Bienne, o Biel in tedesco, ha il 43% di persone con titolo terziario. Basilea ha il 34% di occupazione parziale e ancora Zurigo mostra una superficie media abitativa pari a 39 metri quadrati per persona.
Tra le tappe di questo strumento, “Un giorno in città” che ha messo in luce diversi aspetti interessanti lo scorso anno. Sul fronte dei bambini, una media di 583 in età prescolare su mille sono stati affidati a una struttura di custodia di una delle città di City Statistics, a prescindere dall’abitarvi. Una quota che variava dai 417 di Lugano ai 919 a Zurigo. Spesso appunto non significa che lì risiedano più bimbi, perché il fattore che fa la differenza è la disponibilità di strutture come l’asilo nido aziendale.
E se un lavoratore vuole usare la pausa pranzo per andare in banca o dal parrucchiere o per altre rapide commissioni? L’hairstylist più vicino dista in media 300 metri, anche qui si va dai 150 metri di Ginevra ai 540 metri di Lugano. Per una banca, si può arrivare a oltre un chilometro in media: eccezione positiva Ginevra, mentre a Winterthur si deve scarpinare di più.
Interessante anche il fronte dei dottori. La densità più elevata si registra negli altri Comuni degli agglomerati di Ginevra (4,2), Basilea (4,1) e Lugano (3,8), quella inferiore dell’agglomerato di Bienne (1,1). Anche qui si precisa: i centri ospedalieri di importanza regionale o sovraregionale sono di solito posizionati nelle città nucleo, per cui qui la densità di medici è tendenzialmente più alta.
Il verde è un’altra partita da analizzare a fondo. Nel 2023 – anno preso in esame dal rilevamento - prendersi una boccata d’aria fresca nello spazio idoneo è valsa una media di 5,3 ore al giorno, variando dalle 4,7 ore di Lucerna e San Gallo alle 6,3 ore di Lugano. Superfici boschive e spazi ricreativi variano dal 12,6% di Basilea al 67,6% di Lugano.
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